venerdì, luglio 21, 2006

Sardine e balene.

Le ultime rivelazioni sull'incidente della principessa Diana sono quanto di più emozionante ci sia rimasto. C'è di tutto per tutti: la pornografia, la poesia, la milinconia, la velocità, il sapore inutile del tramonto più fosco; mentre i fatti del Libano, sebbene possano preludere ad una terza guerra mondiale, paiono interessarci poco e nulla.

E' chiaro, certa gente non sa nemmeno morire.

lunedì, luglio 17, 2006

Traguardone!

Vorrei tanto scrivere qualcosa di profondo, in questa fase così tragica del XXI secolo. Qualcosa che sia diretto all'umanità intera, qualcosa che travalichi i nazionalismi e le ideologie del secolo scorso, ma che al tempo stesso ne sappia comprendere l'essenza; qualcosa che possa abbracciare tutto il mondo e la sua storia, una parola che sappia valutare senza giudicare.

Se scrivessi "frecatevi"...

mercoledì, giugno 28, 2006

Il Bel Tempo.

Fa talmente caldo che la gente non sa più dove mettere il buonumore, vero?

domenica, giugno 18, 2006

Il secolo relativamente scorso.

"Non si fanno queste cose, dai!"
"Che ne sapevo io? Pensavo di farti un piacere"
"Ma guarda me lo hai rotto! E poi lo sapevi che era una cosa fragile"
"Oh ma guarda, uno va per fare una cortesia..."
"Ah, dovrei ringraziarti, pure?"
"Beh, ringraziarmi no, certo; ma almeno riconoscere che ti ho aiutato".

Rossana Rossanda, animata anche in punto di morte da devastanti sentimenti di amore per l'umanità, giustamente ci ha scritto un bel librone di giustificazioni per una vita spesa a difesa di ogni regime comunista.
"Ma cosa scrivi, Rossana; tu non devi giustificarti" le dissi io. "E infatti tu non lo devi leggere" disse lei con dolcezza, "ti ci devi schiacciare le balle in mezzo".
Infatti, chi mi credevo di essere, Furio Colombo?

sabato, giugno 10, 2006

Sovversione? Sovversione.

Una volta ero deferente, e credevo a tutti coloro che da un pulpito abbastanza ricco di fregi additassero vizi e spargessero rimedi. Ne avevo piene le mani, di consigli raccolti alla rinfusa, nel frenetico frugare insieme a mille altri; la mia vita era in platea.
Non che io fossi umile, nè che io "sapessi di non sapere"; semplicemente davo per scontato ciò che, denominato astutamente senso comune, mi si proponeva di accettare o rifiutare. Non ero mica stupido, da rifiutare il senso comune.
Del resto una indaffarata folla di maestri mi aveva, più o meno gentilmente, spiegato per anni il valore dell'intelligenza, riconducendone il giudizio puntualmente ai crismi di obbedienza, docilità e reattività. Non certo belve ammaestrate, nella repubblica delle libertà: solo bambini che liberamente decidono di seguire la lezione, o bambini che altrettanto liberamente decidono di non seguirla, per fare altro.
Altro cosa, poi? Boh, allo stato liberale non interessa di dare alternative alle sue risposte, anzi le risposte alternative vengono apertamente demonizzate come "antiliberali". Allo stato liberale basta che lo ringraziate del trogolo, e della libertà di rifiutarlo. Lo stato liberale è un allevatore egoista che non ama le sue pecorelle, e tuttavia ne rispetta le scelte; d'altro canto le pecorelle sono tante.

Poi però, ad un certo punto, la pecorella decide di farsi lupo, di rifiutare il senso comune e di sventolare centinaia di assurdità come fossero Vangelo. Il pastore grida agli altri animali ma le pecore, si sa, con l'addomesticamento hanno perso il carattere... La pecorella, in questo caso, proprio perchè cresciuta ai margini, ha assimilato poco ma è divenuta frugale. E' spelacchiata e sporca, ma è viva e sparge confusione, e incredibilmente non segue più il senso di marcia, pur non essendo nè stupida nè cieca.
Decide di creare un senso alternativo, e di sforzarsi per farlo diventare comune. Che ci riesca o no, che cosa importa? Non è uno spettacolo anche solo questo? Chi lo decide adesso chi è il pastore e chi l'animale? Chi decide chi è il lupo?
Io dico che il lupo è quello su due zampe.

martedì, giugno 06, 2006

L'agnellino e il pecorone.

Il miliardario David Rockefeller, nel 1991, durante una riunione del temutissimo e arciblindato circolo "Bilderberg", ebbe a dire:
«il mondo oggi è più sofisticato e preparato ad avanzare verso un governo mondiale. La sovranità sovrannazionale di banchieri mondiali ed un’èlite intellettuale è preferibile all’autodeterminazione praticata nei secoli passati». Egli si riferiva, manco a dirlo, al mondo migliore di domani.

David Rockefeller appartiene alla fortunata schiatta di quei ricchi talmente schifosamente ricchi da guadagnarsi le simpatie e le deferenze di sindacalisti, mendicanti e disoccupati, ma forse egli, meschinello generoso filantropo, sopravvaluta le possibilità del suo salvifico (francescano?) Verbo.
La gente, sapete, è tanto ignorante; guardate Chavez, guardate Putin, tutta gentaglia che non sembra avere la minima intenzione di aprire le porte del cuore.

domenica, giugno 04, 2006

Finalmente soli...


Walter Bonatti: l'uomo che scalò una vertiginosa montagna di piatti traballanti, per arrivare su una vetta che conosceva, sfidando la notte e il vuoto, la morte e tutto il resto. Perchè?

Bonatti cercava, credo, la propria paura, la tremenda bestia che ci accompagna, distante due metri dietro, per tutta la vita. Bonatti sapeva, forse, che tra quelle rocce taglienti, nel freddo più squallido, la paura se la sarebbe trovata finalmente davanti.

venerdì, giugno 02, 2006

Brucare o non brucare.

Di questi tempi siamo tutti sollevati dall'impiccio di occuparci di politica.
Se fosse il caso ancora di precisarlo (e siccome a suo tempo votai contro la democrazia, non sono sospetto di populismo): non è una buona notizia, comunque.

Ci rimane, come annunciato dai mille pulpiti della cultura dominante e pecoraia, un sacco di altra roba.

mercoledì, maggio 31, 2006

L'illusione del meglio.

A: "Sai che ti trovo bene?"
B: "Non essere futile."

Si respira tanta edificante serietà, al governo ma non solo, che i cagnolini la fanno al bar, dopo aver ordinato caffè.
In tutto questo maturo guazzabuglio uno come me fa solo brutte figure, ne convengo.

venerdì, maggio 19, 2006

Pane e volpone.

Un esercito di persone credibili; aggiornati sulle ultime novità della medicina ginecologica, aperti e per nulla prevaricatori, gente che prende sul serio anche la richiesta di "mettersi sopra", e gentilmente passa il turno (per non sembrare...). Sono i donnisti, una specie di sindacalisti delle dinamiche dell'accoppiamento, non guardano le zinne ma la cultura, non le natiche ma lo sguardo, e sono sempre pronti a mettersi in difesa (garbata) delle inevitabili sorti e progressive dello scambio dei ruoli neo-matriarcale.
Guarderanno voi, sudici animali da bar, con la commiserazione e la vergogna di chi osserva un parente alla gogna. E la gogna ve la prepareranno loro stessi, anticipando, ruffiani, il giudizio della corte, tirando in ballo la decenza e la vostra ottusità e la repressione che vi fa aggressivi eccetera eccetera. Lembi di veste per tutte le parti...
A sera poi, torneranno sazi e soddisfatti all'ovile di qualche Valchiria, qualche Grande Madre all'ombra della quale non c'è guerra e non c'è fame, laddove tutti hanno tutto e nessuno sa cos'è la gelosia.


Volevano fare i furbi, ma nel letto troveranno un altro, che li pregherà molto poco gentilmente di cambiare aria.
Nel mentre la Valchiria, mezza nuda come mai e spettinata, tacerà imbarazzata.

mercoledì, maggio 17, 2006

Photoshop!

I colori sono una entità relativa. Perlomeno, relativa è la nostra percezione dei colori.
Mi è capitato di rendere trasparente, con un programma di grafica, un colore, o meglio: in una immagine in cui avevo più "livelli", cioè più oggetti distinti che si possono sovrapporre o posporre, ho provato a far leggermente trasparire un oggetto rosso. Al 10, poi al 15 % il rosso ha rivelato lo sfondo sottostante, bianco. Aumentando la trasparenza, e approssimandomi al 100% il rosso era diventato quasi impercettibile, mentre risaltava sempre di più il bianco che c'era dietro.

In effetti, questo è un inganno dell'occhio. Il computer non può far "trasparire" il rosso, ma può darmi l'illusione che sia così, presentando al mio occhio tonalità sempre più rosa, fino al rosa chiarissimo e infine al bianco.
Morale: il rosso non c'è più, sostituito da un altro colore della scala dei "rosa", ma il mio occhio percepisce esattamente il contrario, cioè l'illusione di un rosso trasparente, un parossistico rosso che non è rosso. Morale della morale: il rosso non esiste, come non esiste nemmeno il bianco dello sfondo, ma io riesco a cernere entrambi, situazione mentale cosciente e decisamente visionaria.

Utilizzo quel programma da anni; chissà perchè solo adesso mi è venuta questa pensata. Lo scandalo di "calciopoli", forse, o magari la nomina di Napolitano a presidente della repubblica.

lunedì, maggio 15, 2006

"P' cient'ann" (Augurale:"per cento anni").

"I giovani dicono... i giovani sono il futuro... i giovani pensano".
Quanto più il tribuno è vecchio e raggrinzito, consumato e sclerotizzato nella sua durezza, tantopiù i toni si fanno entusiastici e ammiccanti: è il feticcio giovanilista.
E' come il femminismo peloso di chi corteggia una donna dalla quale si speri di spuntare solo una notte d'amore: proposte niente, complimenti tanti. Così: "Ho fiducia nei giovani", "credo nelle future generazioni".
Se gli chiedete di che, per cosa, nessuno vi risponderà. La risposta è fuori luogo: non serve una risposta, serve un pretesto.

Non c'è cosa più nauseante di una vecchiaia giovanile: mille antri abitati da predatori, parassiti e non voglio immaginare cos'altro.

venerdì, maggio 12, 2006

Capotavola

Rousseau, alla veneranda età di 300 anni è morto. Era ora; non è per cattiveria, ma non ho mai compreso perchè c'è gente che campa tanto poco mentre altri ci rimangono sul groppone così tanto.
Sono diverse generazioni che la mia famiglia, come ogni famiglia occidentale del resto, mantiene Rousseau: tavola franca, alloggio, gli abbiamo demandato persino la gestione, via via sempre più generale, degli affaracci nostri.
"L'uomo è buono per natura, è la società che lo corrompe". E via così, a fiducia. Signor Rousseau, l'autorità osta, vero? Signor Rousseau, che faccio seguo il cuore? E' giusto così vero?
Abbiamo sviluppato la fiducia dell'atleta: sono il migliore, ce la farò. E con quel "ce la farò" noi si dovrebbe intendere, grossomodo, che riusciremo a migliorare il mondo e cose del genere. Senza l'aiutino di uno stile, di un'etica, di un'autorità.
E invece poi arriva internet; strumento di difesa (dicevano) che invece si dimostra un maledetto strumento di attacco. Girateci un pò, c'è roba terribile; c'è la prova del nove della nostra bontà. Nostra, di noi che navighiamo.
E l'uomo (quello buono per natura) guarda gli altri e vede sè stesso per ore, ma dopo un pò, invece di fare qualcosa di edificante, e nonostante non ci sia nessuna società a corromperlo nel chiuso egotico della sua multimedialità, sbadiglia.

Pam!

Rousseau stamattina giaceva riverso nel cesso di casa mia, con una mano aggrappata al bordo del sanitario. Abbiamo sfondato la porta; sullo specchio una parola, che immagino abbia voluto dedicare a noialtri: "maledetti".
Quindi non solo ha occupato il bagno per un'ora, ma si permette pure il lusso di fare l'offeso.

mercoledì, maggio 10, 2006

Zio Giorgio

Mio zio ha lavorato tutta la vita e odia tutti. Odia i suoi colleghi di lavoro, odia la noiosa moglie e i figli profittatori, odia i parenti me compreso, odia i vicini di casa e i vicini di sedile sul tram.
Ma è, il suo, un odio senza passione, è una indifferenza, una insofferenza soffocante. Mio zio si sente buono solo quando va con le prostitute, meschina consolazione di un uomo senza sangue.
Non che lui ami le donne che gli si vendono: lui odia tutti allo stesso modo. Ma ama ancora tutti i suoi sogni falliti, i suoi smarrimenti nella voragine delle competizioni. Mio zio non ama nemmeno più sè stesso; ama soltanto ciò che sarebbe dovuto diventare e non è diventato.

Per dire, mio zio è una candidatura istituzionale.

Germania arriviamo!

Napolitano è una candidatura istituzionale. Lascia stare che pochi mesi fa era uno dei decani del comunismo italiano, lascia stare che è iscritto all'internazionale socialista, lascia stare che ha capeggiato una corrente politica interna del partito comunista, lascia stare che fino a qualche anno fa se la litigava amabilmente con Cossutta su squisitezze tutte istituzionali come la rivoluzione, la lotta di classe e la forza progressiva delle repubbliche socialiste, lascia stare.
Lascia stare poi che lo hanno votato solo quelli che hanno firmato l'accordo di coalizione con Romano Prodi, converrai che, escluse queste trascurabili casualità, non c'è nulla che faccia pensare che si tratti di una candidatura politica.

E poi scusa, dimostrazione: cosa credi che tiferà ai mondiali? Ehbè, più istituzionale di così...

sabato, maggio 06, 2006

Digerselz

E dateglielo 'sto cazzo di colle a D'Alema. Ma che vi frega dico io, tanto non è nemmeno vostro. Una volta che uno può fare il signore...
E poi, davvero vi piaceva Ciampi? Oh dico: si vive così dalle vostre parti, tanto per passare il tempo?

Amato, dicono. Ma quale Amato, qui a forza di russare si odiano tutti!

lunedì, maggio 01, 2006

Allegria dipinta

Festa dei lavoratori. Ma vi siete mai soffermati sul significato del termine "festa"? Celebrazione o ricordo, la festa è la ripetizione simbolica di un qualcosa: evento, antefatto o semplicemente atto creativo.
E il primo maggio? Si ricordano i lavoratori, ma quali? Non quelli della tradizione cattolica, quelli che si votano a S. Giuseppe, no. Questi qua di norma non hanno bisogno di votarsi a nessun santo, perchè in teoria le "progressive sorti" sarebbero loro assicurate da una regola storica. E mica tocca essere marxisti per pensarla così, questo è oramai patrimonio pubblico.

E allora, festa! Come al sabato sera, dove si festeggia nient'altro che il rito della spensieratezza, ci sia essa, o ci abbia abbandonati, o non ci abbia mai conosciuti.

sabato, aprile 29, 2006

Il circo delle pulci, o del parlamento.

Le mie pulci ammaestrate. Sapeste come saltano, come tirano i pesi. E' tutto quasi invisibile, ma se vi ci mettete, se appuntate lo sguardo, potete vedere tutte le macchine muoversi per effetto della spinta miracolosa di queste straordinarie creature. Ed ecco il trenino che cammina, l'altalena che oscilla, la luce tremula di quella lanternina che si alza e si abbassa.
Ecco, le vedete? No? Dite che sono io a far muovere i congegni?
E allora si vede che non siete abbastanza democratici.

mercoledì, aprile 26, 2006

25 Aprile

Parliamone perchè senò non se ne esce più. Insomma si stabilisca una volta buona se per questo decennio si intende farne la stessa cosa che se ne è fatta in quello precedente, tenendo conto che gli ex, i post, i neo e i cripto-fascisti sono oramai di casa a Montecitorio.

25 aprile
a chi ti vive dai la bile
se ti ignoro mi rendi solo
se tu fossi una ragazza
ti darei della pazza
se tu fossi una vecchia
saresti tanto racchia
se io fossi una bigotta ti darei della marmotta

Ditemi che marmotta va bene, per carità e amor di patria.

domenica, aprile 23, 2006

Eritis sicut nei...

Il card. Martini ha detto che in Africa, per combattere l'aids, servirebbero i profilattici.
Poi ha detto che per combattere la fame ci vorrebbero alimenti disgustosi, per combattere la sete ci vorrebbe l'acqua salata e per arginare il freddo ci starebbe bene un'anestesia. Locale, se possibile.

venerdì, aprile 21, 2006

Fastidio per il prossimo...

Le armi di distruzione di massa non sono moralmente qualificabili. Dico, vi siete visti?
Poniamo il caso ce le abbiano le persone sbagliate; cambierebbe molto, una volta usate, nell'economia complessiva delle proporzioni tra brava gente e gente malamente, a questo povero mondo? No che non cambierebbe.
Dico di più: al limite, per ambiti ristretti e situazioni contingenti, le cose potrebbero addirittura migliorare.

Scusate ho mangiato pesante.

giovedì, aprile 13, 2006

Sapore di sale.

Il guaio di Furio Colombo è che ce ne sono pochi in giro.
Ce ne fossero a bizzeffe, potremmo passare l'estate a prenderli per il culo.

martedì, aprile 11, 2006

Faccina che ridacchia...

Oh. Finalmente. La serietà è arrivata al governo, suo in realtà da tempo, ma ancora non consegnatole per via di quella nauseate diffidenza, tipica di voi Italiani, per la gente che ha studiato, diffidenza che ha inquinato una campagna elettorale altrimenti signorile e compassata.

Ad ogni buon conto, aspetterò un pò prima di buttare queste frivole mutande rosse.

sabato, aprile 08, 2006

E se domani.

Dice che la serietà forse va al governo. Meno male, non ne potevo più: pensate che stamattina ho visto un cane che annusava il sedere ad un gatto.

domenica, aprile 02, 2006

Cartunari.

Basta, voto Prodi. Dall'Annunziata ha finalmente convinto: serietà, rigore, onestà.
Tutta roba non sua, ma volete che in Italia qualcuno le reclami indietro?
E poi, a parte gli scherzi, mi pare davvero che Prodi sia una persona perbene: si vede che quando spiega le sua cose è perfettamente convinto e consapevole dei suoi mezzi, Prodi è certamente un padre di famiglia coscienzioso, senza l'amante, risparmiatore.
Al limite, nella miseria Prodi sarebbe una persona migliore di Berlusconi; li vedremmo rovistare nella spazzatura entrambi, ma Silvio si fregherebbe la prima mela dalle mani di Romano, che tornerebbe subito, mesto, a cercarne un altra.
Forse prodi è sprecato in Italia. Lo vedo bene in quei paesi protestanti, dove le virtù polemiche della correttezza, della competenza e dell'efficenza, a costo di scolorire tutto il resto, sono ben remunerate.

sabato, marzo 25, 2006

Ngè permesso?

Una immagine, che mi ricorda sempre mia madre.
San Mauro Forte, Matera, anni '50. L'onorevole Colombo, in giro per la regione a caccia di voti, si fa portare sulle spalle da un robusto contadino tra due ali di folla.
Su quella inusuale cavalcatura il giovane deputato entra in paese, consapevole forse di dover dare, in campagna elettorale, soddisfazione a quello spirito rassegnato e sottomesso che da noi si insegna essere una virtù.
E così, marciando marciando, a cavallo di contadini, di stupidi e ignoranti lavoratori, di poveracci che nel baciare un lembo di veste si sentono figli devoti e protetti, siamo arrivati alla scoraggiante realtà. Chissà, forse nel frattempo persino il figlio di quel generoso (servile, disperato?) è dovuto emigrare. Figli devoti e protetti, ma, aihmè, figli unici e di madre vedova.

Ma l'onorevole Colombo sapeva che l'umiltà, se diventa cerimoniale collettivo, si tramuta in servaggio; l'onorevole sapeva che Gesù, consapevole di entrare in una Gerusalemme amica, vi entrò a cavallo di un umile asinello. L'onorevole sapeva che gli uomini sono tutti uguali, eppure decise che sì, ci avrebbe marciato.

Mio nonno in quei giorni chiudeva le finestre, perchè le quattro figlie non subissero quello "spettacolo disonesto". Un netturbino.
Noi Lucani dovremmo ritrovare l'onestà di saper sputare per terra, quando passa certa gente. E d'altro canto dovremmo imparare ad offrire un sorriso, quando ne passa altra, e tanto basterebbe.

domenica, marzo 19, 2006

Lei è un cretino, s'informi!

Della Valle, te lo meritavi. Sei antipatico, snob, sei di sinistra e fai giacche da 1000 €, sei l'impresentabile degli impresentabili.
Hai creduto di sbilanciarti: "se mi schiero apertamente io, che non sono mica uno così, sai che danno che gli faccio..."

Il danno non glielo hai fatto, hai scoperto che nessuno ti ama, in più ti sei sbilanciato e domani ti voglio, al Berlusconi ter, a trovare un luogo per la faccia.

sabato, marzo 18, 2006

Fallacida.

Mi dà fastidio una cosa: che quella seccata di Oriana Fallaci faccia la guerrafondaia con la mia vita.
Insomma, al di là del fatto che io voglia o meno andare a sparare agli Arabi in una futura mega-guerra di civiltà, potrei al limite anche rassegnarmici, se non perfino accettarlo, se il duce di turno fosse una persona che in questa guerra rischiasse qualcosa.
Una donna schiumante di rabbia dal suo salottino americano, bruciata in tutta la sua ex-femminilità dal suo stesso odio, dal suo stile da bulletto shic, dalla sicumera asfissiante, cosa rischia?

Signora Fallaci, avendo preso atto che lei non ha figli, non ha nipoti e forse non ha amici, appreso altresì che lei in guerra non ci verrebbe, le chiedo: del futuro faccia decidere ai vivi.
Altrimenti, di morti e sepolti da mettere in trono ne conosciamo di migliori di lei.

lunedì, marzo 13, 2006

Evoluzionismi... il futuro è arrivato!

Cosa fa un libertario che si riscopre conservatore?
Poichè si è già preparato il campo con la "libertà di morire", invade il terzo mondo per "esportare la democrazia".
E un comunista che rinasce liberale?
Perseguita il prossimo con la sua superiorità morale, anche nel 2006.
E un fascista che si scopre democratico?
Boh. Vivacchia, credo.

Una bomba diventata d'un tratto filantropa; un moralista diventato vecchio e "morale" come un cadavere; un neo-profittatore in ultima fila.
Allora abbiamo un vincente, un rompiballe e un fallito: e questo è il deprimente specchio dell'attualità.

domenica, marzo 12, 2006

Pe-pperepeeeè

Annunziata, lo sapevo. Lo sapevo che facevi la figura della scema. E pensare che se solo tu non lo fossi, non l'avresti fatta.

mercoledì, marzo 08, 2006

Forza Nuova va boicottata.

Il discorso che bisogna aprire è serio. Forza Nuova, ovvero il movimento legato ad International Third Position che si è affermato come movimento d'estrema destra negli ultimi 10 anni.
Forza Nuova, che non è mai stato un movimento dalla forza esplosiva, ha lavorato in questi anni attirando alla politica persone per lo più giovani e inesperte. Giovani qualche anno fa, dal momento che adesso quei ragazzini sono diventati ragazzi e mantengono una struttura diventata praticamente autonoma.

Poichè l'intero ambiente è oramai maturo per fare scelte politico-istituzionali, mi sembra il caso adesso di parlare di questo fenomeno, che ha preso la sua collocazione ed ha già fatto le sue scelte strategiche. Arriviamo al punto: a me FN non piace.
1) Non mi piace Fiore, per i suoi trascorsi e per l'atteggiamento di dubbia moralità tenuto nei confronti dei tanti militanti di Terza Posizione dopo la strage di Bologna (anche quelli militanti giovani e inesperti, abbandonati ad un clima di linciaggio fisico e morale e dimenticati per sempre a sè stessi, per non parlare della famosa "cassa" di Terza Posizione).
2) Non mi piacciono alcuni esponenti di questo movimento europeo, come delle Chiaie, un faccendiere che ha occupato gli anni 70 e 80 ad arruolare estremisti neri nei servizi segreti americani, e a mandare in galera, in quanto agente della CIA, gli altri.
3) Non mi piacciono gli affari sporchi in cui finiscono giovani militanti in buona fede. Ricordate l'operazione "Runa"? Quelli ed altri guai giudiziari furono certamente una offensiva mediatica lanciata all'indirizzo di tutta l'area identitaria: se Fiore non si fosse messo a vendere cianfrusaglie ideologiche come le coccarde tricolori e il fascismo da taverna, i giudici avrebbero trovato un ambiente molto più evoluto (politicamente e culturalmente, come era la Lega) e non avrebbero avuto gioco così facile.

Soprattutto non mi piace una cosa: a metà degli anni '90 l'ambiente stava davvero evolvendo verso una forma politica nuova. Si parlava di Briganti, di macroregioni e di Europa, si riscopriva la parte di antagonismo identitario usurpata dalla sinistra, come quello sudamericano. E' chiaro che il gioco poteva franare (nell'annacquamento), ma poteva anche reggere e creare roba nuova. Invece no; escono fuori due ragazzini a digiuno di politica e di chissà cos'altro e cacciano fuori una retorica patriottarda e becera, uno stile trucido e una immagina "all black", nè fascista nè altro, ma solo stupida e vagamente modaiola.
Grazie a Roberto Fiore, sta nascendo in Italia una realtà politica funzionale al sistema liberale: il partito dei brutti. Un 2, 3 %, magari domani un 8 %, altalenante con gli umori della piazza, che fornirà il suo timbro a qualsiasi iniziativa politica.
Come accade in altre parti d'Europa, il partito dei "naziskin", dei "neonazisti" ecc. salta fuori come ricatto delle destre, come alibi delle sinistre, come casamatta dell'addestramento dei rampolli della democrazia. Ogni legge buona, sulla famiglia o sull'immigrazione, che riceva il "timbro", l'appoggio del "partito dei rasati", è automaticamente destituita di autorità.
Insomma, mentre quattro imbecilli senza futuro politico giocano a fare i guerrieri e si perdono nelle loro paranoie, forniscono al potere la consacrazione del "giusto mezzo", della "grosse coalition", del consociativismo. Inoltre, pieni come sono di elementi schizzati e a causa dello stile aggressivo che vogliono darsi, questi partitini possono essere facilmente incolpati di ogni specifica nefandezza.


Il gioco è serio: "fare la politica", entrare nelle stanze del potere ed accettare i suoi giochi e le sue regole. In fondo il sistema accetta volentieri chi non si adegua e rimane nel seminterrato, perchè nella democrazia apparente si rafforza e si legittima. Quello che il sistema non vuole, è che gente perbene si inserisca nella festa all'ultimo piano.
Se domani ci sarà quel partito, anche in Italia ci saranno grosse difficoltà politiche, perchè si finirebbe a cercare alleanze ed a legare il buon nome di battaglie giuste ad una banda di scoppiati.
Se guardate a quello che ha fatto la Lega, negli ultimi anni, capite a cosa mi riferisco. La Lega è un partito identitario e credibile, per questo fa paura a gente come Scalfaro. Forza Nuova, invece, nasce per sottrarre voti a movimenti come la Lega e svuotarli di forza, e per questo va sabotato e boicottato senza tregua.

sabato, marzo 04, 2006

Adesso come mi vuoi.

Dal momento che Prodi ha un trend negativo, regolare e scoraggiante nei sondaggi, mi pare chiaro che a vincere sarà la CdL, tantopiù che gli italiani sono praticamente fatti per adeguarsi ai "trend".
E allora, chissà perchè, Prodi adesso mi torna più simpatico del Berlusca. Mettici poi che, se pure vincesse, Prodi dovrebbe contrastare d'Alema che lo vuole sostituire, Rutelli che lo vuole delegittimare e Mastella che lo vuole far cadere...
Comunque, il punto è un altro. Sono contento di aver dimostrato a me stesso, in base ad un canone di giudizio completamente delirante ma in cui tuttavia credo, una certa virilità. Longanesi diceva: "il popolo odia chi perde; le donne soprattutto."

Anche se, devo dirlo perchè mi sconvolge, questo nuovo sentimento, oltre che una virile difesa del reietto, potrebbe anche essere un conato di istinto materno.
Sono molto confuso.
Chissà se Prodi, quando gli dice male, cerca dei cavalieri o la mamma.

sabato, febbraio 25, 2006

Pregiudicato il recupero del pregiudicato.

Ci ha provato, l'Unità. In ogni modo, come fanno le persone per bene, a chiudere con un passato poco dignitoso. Cosa si fa, usciti dal carcere; ci si rifà una vita, no? Lontani dal vecchio bar, dalla vecchia cricca, dai compagni di merenda.
E difatti l'Unità ci ha provato.
Poi sai com'è, un pò l'abitudine, un pò la società che non ti aiuta, ha girato girato girato e alla fine, contro la sua volontà, è cascata un'altra volta.
E ha fatto scrivere a Saverio Ferrari una lista di esponenti di destra da fare fuori in Italia.
Saverio Ferrari, per chi non c'era negli anni '70, è quello che ha fracassato, insieme ad altri futuri medici suoi colleghi all'università, il cranio a Sergio Ramelli. Quindi, nel mondo del crimine e delle carceri, è uno che desta rispetto.

A proposito, Sergio Ramelli era un pericolo golpista di 17 anni, che quella sera tornava a casa. Uno di quei cittadini pericolosi a tal punto che se li fai fuori, con tutta la premeditazione, con tutto che eravate in tre, che era disarmato e che era minorenne, ti danno 11 anni con lo sconto e uno stipendio da giornalista.
Buttali via...

lunedì, febbraio 20, 2006

Boia, macellaio, burocrate autorizzato.

"Bracci della morte". In America si usa così, si fa un palcoscenico quando si giustizia qualcuno; i riflettori vengono puntati su una decina di muscolosi cittadini in attesa "di giustizia".
La nostra stranissima fissazione di applicare Kant pure alla crostata di mele esige che sì, si uccida pure, ma lo si faccia umanamente. Così si può infangare la vita altrui e tutelarla al tempo stesso: sono felici le zitelle forcaiole e gli animalisti pietosi. Una sintesi paradossale, eppure coerente.
Sicchè mi potrete ammazzare, privandomi di ogni cosa, ma non dovete farmi soffrire come si conviene ad uno che viene ammazzato. Siamo sicuri che sia un regalo?

Prova del nove: se vi dico che io voglio agonizzare per ore, prima di morire, lo fate?
Ebbene io esigo di contorcermi, di lanciare delle urla prolungate e strazianti, e magari, se ce la faccio, pure di tendervi una mano e di aggrapparmi ai vostri calzoni, per ricordarvi che sono esistito, per non andarmene come un ospite garbato all'ora di pranzo.
Perchè il boia vigliacco mi fa più paura di un boia semplice. Parlo da cittadino.

mercoledì, febbraio 15, 2006

Petali canditi.

Anni '60, in una Rio annegata di sole come sempre, e non ancora indurita dalla rovina della sua struttura economica, su di un lungomare in bianconero pieno di ottimismo da nuovo continente, tra i figli degli emigrati d'Europa e d'Africa, passeggiava una ragazza bella, molto bella. Tanto bella che Vinicius de Moraes e Antonio Carlos Jobim, perdigiorno e compositori seduti ad un bar sulla stessa strada, ammirandola buttarono giù dei versi bellissimi ed una musica malinconica e serena come il calore del pomeriggio.

Olha que coisa mais linda mais cheia de graça
É ela menina que vem que passa
Num doce balanço, caminho do mar
Moça do corpo dourado do sol de Ipanema
O seu balançado é mais que um poema

É a coisa mais linda que eu já vi passar

Anche per chi non sa il portoghese non ci vuole molto ad apprezzare, credo.
La ragazza si chiamava Heloisa Pinheiro, e adesso è una bella signora sexy, si è trasferita a Miami, ha un sito nella cui pagina principale campeggia una enorme scritta "la musa ispiratrice della famosa canzone..." (con motivetto monofonico al seguito), si è ossigenata e posa insieme a giovani promesse del periodico Playboy. Credo faccia da sponsor ad alcune di queste "conigliette".
Una carriera da baraccone su un dono d'amore, non c'è molto da dire.
La cosa ridicola, in questo squallido lungomare in technicolor e battone in Cadillac, è che la canzone terminava:

Ah, se ela soubesse que quando ela passa
o mundo sorrindo se enche de graça
E fica mais lindo por causa do amor

Non provate a tradurre: scoppiare a ridere, in questo caso, vi spingerebbe fuori sicuramente almeno una lacrima.
Buon san Valentino, il ritardo è voluto.

domenica, febbraio 12, 2006

Perle ai porci.

Si parli delle Olimpiadi, per carità.
Bella figura ci abbiamo fatto, con quella cerimonia d'apertura, che è riuscita ad essere più barocca del barocco. E di quel barocco da sbarco poi, quello gay e pidocchioso, quello dei parrucconi, quello da vignetta.
Una caricatura vergognosa dell'Italia, sono riusciti a far passare per pacchiana persino la Ferrari.
Sono certo, il coreografo ha lavorato all'estero.
Non potevamo, mi rendo conto, perdercelo una seconda volta, bravo o mediocre che fosse.

A proposito, spedite le galline in Francia, torneranno col fegato d'oca.

Addio Jean Cau.

Ho visto finalmente Yukoku, rito di amore e morte, un cortometraggio diretto da Yukio Mishima, che prefigura la morte dello scrittore giapponese di qualche anno dopo.
Mishima si suicidò, proprio come il personaggio del suo film, secondo il rito tradizionale dei samurai nel 1970, per protestare contro il disarmo del Giappone. Aveva 45 anni.
Io di questo film lessi su Jean Cau che avevo 18 anni, me lo immaginavo diverso, forse me lo immaginavo ispirato, esteticamente esaltante. Immaginavo di trovarci un tripudio di vita, forse sognavo di essere un samurai e di suicidarmi anch'io, in adesione ad una tragica scelta, virile e dimessa al tempo stesso.
Virile è virile, dimesso ed elegante come si conviene. Estetico, pure, poteva non esserlo?
Ma esaltante no. Ci ho trovato una teatralità vuota, e disperatamente vuota. Se non l'avessi visto, a distanza di dieci anni, avrei lasciato insoluto questo nodo della percezione: esiste un dovere di non avere doveri, in qualche legge morale, nel cervello, nella storia o nella tradizione?

La risposta negativa me l'ha data il sesto senso, ma quanti riescono come me a cavarsi fuori dagli inutili dubbi che gli inoculano i poeti disperati? Bisognerebbe vietare di leggere fino ai 24 anni.
Prima: calcetto, fidanzatine e rutti.

domenica, febbraio 05, 2006

Scusa, che hai detto?

Ah, questa si. I Danesi fanno le battute, i Musulmani si offendono. Polverone da paura, sedie per aria.
Ho trovato una risposta ad una vecchia curiosità: mi ero sempre domandato, infatti, come cominciassero le guerre di civiltà. Pensa la fortuna, io credevo che cominciassero per motivi seri, come idee, visioni della vita, ataviche diffidenze.
Credevo insomma che scoppiassero per una irriducibile distanza, e invece ho scoperto che nascono così, per una insopportabile prossimità. Come le risse.

martedì, gennaio 31, 2006

Viagra.

Oscar Luigi Scalfaro, o dell'imperizia. Abbiamo già parlato di lui in un precedente post; insultava le donne scollacciate, decenni fa, e una volta "mal gliene incolse", si beccò una cinquina dal principe de Curtis in persona (in arte Totò). Il nostro ex-presidente oggi ha dichiarato su un importante quotidiano: "abbiamo commesso un errore a credere che con Berlusconi si potesse trattare, dovevamo fermarlo prima".

"Dovevamo" chi?
L'esegesi del passo sembra piuttosto chiara: nella prima parte Scalfaro afferma, in prima persona plurale, di aver sbagliato a credere di poter trattare. Berlusconi, a quanto pare, non tratta con nessuno di quelli che Scalfaro ricomprende nell'insieme di cui egli fa parte. Poi aggiunge che bisognava fermarlo, e pare riferire chiaramente questo "dovere" allo stesso "noi".
Problema: casomai, al massimo, doveva fermarlo l'elettorato, ma quel "noi" non sembra punto riferito al corpo degli elettori, almeno non in maniera evidente. Lo so, nell'esegesi dei testi antichi dimostrare una interpretazione non significa automaticamente poter dimostrare l'insussistenza della lettura contraria, e infatti è credibile che durante il discorso Scalfaro sia passato con un salto logico dal "noi centrosinistra" al "noi popolo italiano". Sarebbe buffo ma non impossibile; e tra l'altro sarebbe coerente con la visione costituzionalistica tipica di certo socialismo cristiano-illuminato all'amatriciana.

Meglio non pensare a male, meglio non pensare che il nostro ex-presidente abbia alluso a qualche soluzione spicciola da riservare all'odiato rivale, mediante qualche giudice, qualche legge, qualche stratagemma ad hoc. Meglio pensare che egli si sia espresso in maniera rozza e che volesse in realtà solo riferirsi ad una democratica-democratica risposta elettorale sotto il 20%. Meglio pensare così, per carità.
E se proprio questa spericolata ricostruzione non vi convince, vada per il "Putch", ma è meglio pensare che il suo piano fosse solo di gridargli "lei è una prostituta, si copra!", al bar di Montecitorio.

domenica, gennaio 29, 2006

Frena!

Destra e sinistra, perchè? In fondo si tratta di due letture della realtà completamente miopi. Le alternative sono sì due, ma sono: protrarre la situazione d'incertezza degli equilibri internazionali o radicalizzare i conflitti e portarli alle loro naturali conseguenze.
Nel primo caso, scordiamoci il mondo migliore, il diritto umano, la giustizia sociale e tutte le altre leggerezze dell'immaginario comune.
Nel secondo caso potrebbe invece franare tutto, nell'impeto di cambiamento e di soluzione, e scoppiare un conflitto dagli effetti imprevedibilmente gravi.

Niente di strano, in fondo, in questa seconda ipotesi. Lo strano, casomai, sarebbe che l'incertezza presente durasse per sempre.
La domanda di oggi è: il "bilico", se dura più di un certo lasso di tempo, resta ancora tale?

giovedì, gennaio 26, 2006

Tutti così voi Italiani!

Ancora non riesco a capire perchè noi Italiani ci vergogniamo di esserlo.
Evidentemente la bellezza non va a braccetto con la vanità.

E a me, quando ci penso, pare di stare a fine 800; L'Italia è una lavandaia coi capelli ricci che fa innamorare i re. L'Italia, bellezza liberty che non sa di esserlo, confonde l'ordinario concetto di bellezza e di ingenuità.
E' distratta o solo furba? E' appassionata o non ci pensa?
Chi non capisce ha paura di bussare alla sua porta, rinuncia e poi sdegnato: "è una sgualdrina!", giustifica con gli amici.

mercoledì, gennaio 25, 2006

Sportività piccolo-borghese in elegante grigio topo.

Una volta i preti si riconoscevano perchè erano vestiti in talare.
Oggi si riconoscono perchè sono vestiti male.

L'austera ed elegante uniforme non usa più.
Per questo la gente, a pregare e sperare, oggi non va più in chiesa, ma si cerca camerini, separè, anticamere e infinite, silenziose sale d'attesa. Abitate (o affittate) da gente molto molto molto più gradevole.

Quelli che s'inventarono le talari non erano stupidi. Con un taglio solo hanno vestito, ammonito, nascosto, tenuto lontano e avvicinato.

martedì, gennaio 24, 2006

Ma quanto siete cazzoni...

Putin ha tagliato il gas all'Europa. Ho parlato con due o tre persone, e tutti quanti:
"Eh, in Russia quest'anno fa freddo". A parte il fatto che, sebbene le notizia siano contemporanee (il taglio e il freddo), nessun giornalista ha fatto ancora l'equazione. Ma poi mi chiedo: ma che secondo voi i Russi stavano giusto giusto col gas, che quello che non usavano loro lo vendevano a noi? E che un cambiamento di mezzo grado medio abbia bisogno di tutto quel gas? E che la gente che a Mosca muore di freddo, muore perchè non c'è gas in Russia e non perchè non se lo possono permettere?
Nessuno ha pensato alla crisi con l'ex alleato Ucraina (sole due settimane fa), all'antagonismo con gli euro-atlantisti, e nessuno si chiede quali altri mezzi ha Putin per tenere per le palle gli altri. No, dice che fa freddo. L'anno scorso invece...

Come diceva Totò, di ritorno, reduce, dalla Russia: "...e la neve in Russia -che si sappia specie qui in Italia- è fredda!".

lunedì, gennaio 23, 2006

Maledetti Italiani!

A pensarci viene da ridere. Il partito comunista italiano è quello che ha praticato la più massiccia "mungitura" di rubli dall'URSS. Più dei Francesi, più degli spagnoli.
Per stare a tono, allora gli Americani hanno sommerso di soldi la DC, e gli hanno garantito l'impunità dal malaffare e dal peculato per decenni, presso la magistratura.
Eppure in Italia non c'è un partito liberal-democratico nè un partito social-democratico degno di questo nome. Il che vuol dire che non hanno le mani libere nè le lobby atlantiste nè quelle antagoniste e che, sotto aspetti più trasversali, non comandano nè i massoni nè l'opus dei. Dare soldi agli Italiani è come andare a disfarsi dello stipendio in un bordello.

Aveva ragione Mussolini: "Noi non ci frega nessuno". Perchè nella loro schematica intelligenza, fatta di compartimenti stagni (il lavoro, qui; la morale, qui; la famiglia, qui; la politica, qui; etc.), i Russi o gli Inglesi sono invincibilmente ignoranti sulle cose della vita. Solo gli americani potevano fregarci, perchè sono mezzo-italiani.
E invece pure a loro abbiamo "solato" milioni di dollari tra gli anni '50 e gli anni '80. Per mostrargli oggi lo spettacolino di Berlusconi che, dopo la visitina a Washington, va in vacanza da Putin.

Chi ha il coraggio di avere paura?

Si crede comunemente che il coraggio sia assenza di paura. Che idiozia. Solo gli idioti non hanno paura.
Il coraggio è quando hai paura di una cosa, eppure riesci a farla lo stesso. Avete presente Bonatti?
Raggiunta che ebbe la vetta del Cervino, era talmente spaventato che non arrampicò mai più. Quell'uomo vinse, una volta, una paura più grande di lui; una paura che anche senza ucciderlo lo avrebbe schiantato, eppure lui, che lo sapeva, non volle rinuziare.
Adesso torniamo indietro. Ce li avete presenti i Greci di Maratona? Anche loro avevano paura, eppure non tornarono indietro.

Ci vuole un bel coraggio ad avere paura: la maggior parte delle persone, infatti, preferisce non averne. E per questo scappa.

lunedì, gennaio 16, 2006

Il re del nulla che sarà.

Ho dei diritti, sapete.
Ne ho tanti, anche; ne ho talmente tanti che ne faccio quello che mi pare. Mi ferma la guardia, e gli dico "conosco i miei diritti". Qualcuno non mi dà qualcosa, e io: "è un mio diritto".
Conta poco che quei diritti che vanto ci siano o meno; io ho il diritto di rivendicarli, perchè potrebbero esserci, o magari ci saranno. Mi basta il tempo di organizzarmi con altri due o tre e costituirmi parte civile presso qualche corte, tipo quella europea (quelle internazionali sono sempre le migliori), contro il mio involontario nuovo aguzzino.

Di diritti ne faccio un fascio per colpire chi non ne ha (o non ne ha ancora), li affilo e li scaglio contro chi non se li cerca per giustificarsi, li butto in caciara, li pesto e poi ve li faccio mangiare.
Voglio il diritto di vincere, il diritto di perdere senza saperlo, il diritto di pareggiare e di fermarmi quando mi va. Il diritto di decidere il senso alle parole: "amore, lavoro, libertà". Voglio il diritto di non pagare, il diritto di ripensarci, il diritto di cambiare il gioco e di difenderlo ad oltranza contemporaneamente.

Guardate, voglio il diritto di non avere diritti e quello, dopo, di riaverli indietro, che mi frega? Il diritto, per me, è un gioco a costo zero.

domenica, gennaio 15, 2006

Tremate tremate, le befane sono tornate!

Ah, questo sì che ci voleva, per allentare la tensione seriosa dell'ultimo post.
Questo mondo ha un'anima: la situazione internazionale precipita? Onde evitare che noi cittadini possiamo avercene a male, causando seri danni alla società civile stessa, ecco farsi largo un bel carnevale riparatore. A Roma hanno manifestato per i PACS, a Milano contro la revisione della 194.

Nel primo caso erano vestiti da drag queen, nel secondo da befane; ma in entrambi si sono sentiti cori contro il papa, cori a favore della vagina e cori che rivendicavano diritti di proprietà su uteri, mammelle e frattaglie. Hanno litigato Prodiani e Antiprodiani, hanno accusato questo e quello di omicidio, nazismo aggravato, vilipendio del libertinaggio. Insomma un vero casino.
E pensare che, proprio di riaprire i casini, nessuno ne ha parlato.
Mi rendo conto che non si può rovinare l'atmosfera.

venerdì, gennaio 06, 2006

Qualcuno gli è arrivato...

Per una volta non mi va di essere ironico. La morte politica di Sharon, proprio in questo momento storico, e all'apice della sua parabola, è una questione più che seria. E' tragica, e sa di destino.
Va bene, Sharon non era un simpaticone, ma finchè c'era lui eravamo sollevati (tutti, sionisti e non) dal fastidio di pensare cosa sarebbe successo se tutto non fosse andato per il meglio. Era un uomo che si odiava ma che aiutava le coscienze sporche e stanche del nuovo millennio a stordirsi e distrarsi, "ha vinto lui, è troppo forte, è finita e siamo circondati".
Adesso invece, che ci piaccia o no, diventeremo tutti uomini, e saremo tutti responsabili ancora di vita, morte e chissà cos'altro.

Credo che la situazione internazionale non vada normalizzandosi, credo che lo "stato ebraico", come lo hanno progettato i sionisti, abbia perso l'ultima buona occasione per affermarsi, credo che la storia abbia avuto uno scossone e adesso si sia incamminata accellerando in questa discesa ben lastricata che chiamiamo "globalizzazione".
Quella nube che sta montando all'orizzonte è il nostro futuro.
Che vi piaccia o no, credo che tra un pò finiremo di odiarci per stimarci nella lotta.

lunedì, gennaio 02, 2006

Babbo Natale non esiste.

Perchè se esistesse voterebbe Berlusconi, dacchè un prodiano che ride non esiste.
Orbene, un berlusconiano che fa i regali è contro natura, quindi...

domenica, gennaio 01, 2006

Babbo Natale esiste?

Monti ha rifiutato, Draghi no.
Per forza, a Londra come hanno sentito il suo nome lo hanno buttato giù dal letto.
"Che è Natale?" ha chiesto lui ancora insonnolito.
"Ma quale Natale, Natale arriva se fai il bravo" e lo hanno mandato a lavorare qui da noi.

sabato, dicembre 24, 2005

Babbo Natale esiste.

Mario Monti ha rifiutato la nomina a governatore della Banca d'Italia. Considerato che Mario Monti è quello là che, diventato commissarrio europeo, per non essere linciato a suon di "spaghetti!" dai suoi illustri colleghi anglofoni, ha subito fatto penare all'Italia l'applicazione più rigida mai vista delle più acefale direttive europee (mentre i suoi anglofoni colleghi si guardavano e si guardano bene dal farlo...), direi che l'abbiamo scampata bella. Un regalo a tutti gli Italiani.

Al posto dell'alberello, noi metterem Mario Monti!

lunedì, dicembre 19, 2005

Ti trovo bene.

Sharon ieri si è sentito male, gli è venuto un mezzo collasso. Poi stamattina ha brutalizzato un'infermiera, segno che stava meglio.

domenica, dicembre 18, 2005

Rinevica.

Ah, meno male. La natura si prende la sua ciclica rivincita sull'architettura umana, ed ogni cosa ridiventa inesorabilmente bianca e morbida. Poi, per evitare che noi ci si stenda su, quel manto è stato fatto terribilmente freddo.
Quando nevica l'umanità si divide; io per esempio oggi vado per boschi.

sabato, dicembre 10, 2005

TAVevo detto di non crederci.

Questo del TAV è un affare serio. Intanto mi vengono due riflessioni: che adesso tutti lassù pensano a Scanzano, e credono di spuntarla così.
Poi pensavo che nelle interviste i valligiani sono praticamente di granito: belli e bravi, "scordatevi le olimpiadi", e a me quelli così sono simpatici a pelle.

sabato, dicembre 03, 2005

Non faccia quella faccia.

Hanno trapiantato la faccia ad una francese. Nei TG non fanno altro che parlare di "questioni morali" conesse a quest'operazione.
Eccoli lì, ho pensato, come dice Jean Cau dove manca una morale vera, mentre la gente dice che "non c'è più morale", la realtà è che non c'è che quello. Un pullulare di morale.


Dico questo perchè io, che pure sono un moralista di quelli pesanti, il problema morale in questa normale e stupefacente operazione proprio non lo riesco a vedere.
Siamo in pessime mani.

martedì, novembre 29, 2005

God save your sister.

Gli Inglesi hanno scritto un'altro libro contro l'Italia. l'Economist ha detto che la nostra nazione fa acqua, che l'Italia va a rotoli, che finiamo male ecc. Il libro si chiama "Dolce Vita addio".

Porca miseria c'hanno ragione. Non tanto sui contenuti (dicono sempre le stesse cose e intanto l'Italia rimane un giardino e l'Inghilterra rimane una chiavica), quanto sul fatto di essere incazzati: noi è dal Vallo di Adriano che gli fottiamo le donne; loro una volta sono entrati qui e si sono dovuti spartire i bordelli coi Marocchini.

Abbasso l'Italia!

domenica, novembre 27, 2005

Sono capaci di farlo vincere n'altra volta.

Che cazzoni quelli del centrosinistra. Hanno iniziato l'offensiva elettorale 6 mesi prima delle elezioni.
Che poi sarebbe una buona tecnica, se quell'offensiva fosse fatta di programmi. 6 mesi, infatti, è giusto il tempo necessario per fare entrare in testa alla gente i contenuti, per spiegare i punti controversi, per battibeccare con i fatti e il futuro e tutto il resto.

E invece hanno già speso tutta quella roba che punta all'emozione dei dieci minuti prima del voto: comici, cantanti e scioperi generali.
Di questo passo, verso Marzo finiranno a fare manifesti: "vinca il migliore".

Virtualmente ricchissimi.

Turismo di massa o turismo culturale?
Questo problemino da niente viene risolto di norma nella fase programmatica di una politica regionale. Agli albori dell'economia.
In Lucania si discute ancora, e dicon tutti quelli come me che sono cresciuti al liceo: "Serve un turismo culturale; poche persone selezionate, di buon livello culturale, interessate alla vacanza intelligente e formativa, all'ambiente intatto, alle testimonianze del passato".
In questo ci si sente incoraggiati dai nostri omologhi liceali di altre città. "Caspita! La lucania è bellissima, ma scherzi? Quello è un posto di una bellezza rara".
Insomma, quelli che hanno studiato sono tutti concordi: qui è una pacchia di studio e sapere.

E per questo in vacanza se ne vanno a Cuba.

venerdì, novembre 25, 2005

Articolo quinto.

MOSCA - Tempi duri per le Ong straniere operanti in Russia: su imbeccata del presidente Vladimir Putin i deputati della Duma hanno votato oggi in prima lettura una legge che impone pesanti controlli sulle Organizzazioni non governative (Ong) e ne proibisce il finanziamento dall'estero.

Questa sì che è una bella idea. Dite che è liberticida? Eh no!
Per governare ci vogliono i voti; perchè a dettare legge, morale e pene dallo scranno di qualche club sono buoni anche i fessi.

mercoledì, novembre 23, 2005

Exchinsalar.

Si fa presto a dire spada e roccia. La spada nella roccia, d’accordo, ma dopo? Nessuno ci pensa alla roccia, dopo l’estrazione di Excalibur? Dimenticata nel fondo muschioso di un bosco, di essa non si parla che in relazione alla spada. E adesso chissà dov’è.
Giri per il bosco, vedi una roccia e passi avanti, e quella magari è la roccia della famosa saga.
E poi, del danno ne vogliamo parlare? Va bene, estrai la tua spada, ne hai diritto, ma la roccia? Chi la risarcisce, quella roccia che ti ha custodito la spada tanti anni? Prima tutti “la roccia, la roccia!” e poi via, tutti a parlare della spada, come pecoroni.
Niente più turisti, niente pellegrini, niente offerte, un disastro d’ingratitudine.
Se ci pensate il destino di quella famosa roccia è davvero triste.

Quella roccia mi ricorda l’UDC del dopo Follini.

martedì, novembre 22, 2005

Generale Inverno.

Finalmente fa freddo. Bello, secco e tagliente.
Direi che era ora, e adesso viene il bello.

venerdì, novembre 18, 2005

Permesso.

Un particolare dei nostri centri storici: la diffusione capillare di quegli aggeggi di ferro che servono a non far sedere gente davanti alle vetrine.
Li avete presenti? Sono intelaiature di metallo, dalla forma decorativa ma dagli effetti micidiali: ti si infilano nel culo e tu hai voglia a dire che sei stanco morto e che un posto vale l'altro. Tempo trenta secondi ti alzerai con le chiappe deformi e doloranti.

Guardiamo ai simboli. Quegli aggeggi dicono più di quanto non vogliano. Dicono per esempio che c'è gente che cerca un posto dove sedersi, che sono troppi, e che ci sono i proprietari delle "seditoie" che non tollerano che vi ci si sieda.
A pensarci, si tratta di banalissimi gradini, roba che in Europa era quasi un'istituzione sociale. Fare sedere sui propri gradini era una beneficenza a costo zero che forse, in altri tempi, dava addirittura un lustro (magari ipocrita) alle ricche dimore.
Il famoso avaro dell'opera "47 morto che parla" di Ettore Petrolini era talmente tirchio da far pagare l'occupazione dei suoi gradini ai mendicanti. "Zona centrale!" giustificava. Faceva ridere l'idea che qualcuno speculasse sul sedere degli altri.
Tra l'altro ai gradini si appoggiava una persona anziana, un viaggiatore pendolare dai piedi doloranti, un tizio al quale si fosse slacciata una scarpa, un operaio in pausa per un panino...
Oggi non ci si siede più, ed è una brutta cosa, ma ancora più triste è che il fataccio ha i suoi buoni motivi.
Perchè oggi non si siede quasi più chi ha bisogno, come una volta. Guardate i gradini del centro; oggi si siedono sedicenni viziati ma anarcoidi, si siedono migliaia di cialtroni, nazionali e d'importazione. Si siede gente che non ha rispetto di nulla.

E così, sedetevi comodi (se potete) e godetevi il paradosso: a furia di farsi sedurre dal sottile brivido del progressismo fricchettone, la borghesia radical-scic ha riempito le nostre città di nullafacenti cronici, disperati, incivili e senza nessuna possibilità d'integrazione. Poi, in aggiunta, ha pure sguinzagliato i suoi figli trendy per imitare i modi da barbone del suo proletariato immaginario.
Di questo passo i gradini si sono riempiti, sovraffollati di tutti, tranne che di veri bisognosi. Quando poi sono arrivati sul mercato quei famosi aggeggi, cinica ma comprensibile forma di difesa di commercianti e condomini, ecco che zingari, punkabbestia e perdigiorno se ne sono andati (spesso ai tavolini dei bar), e i poveracci veri di cui sopra sono tornati, increduli, a verificare quanto fosse cambiato il mondo.

Con i nuovi aggeggi di ferro, degna bandiera delle nostre città d'arte, chi ha davvero bisogno di sedersi si fotte. Letteralmente.

mercoledì, novembre 16, 2005

Ridi mo.

Devolution/federalismo: Bossi ce l'ha fatta.
Ricordate come lo trattavano i guardiani della signorilità radical-scic, or non è guari? Come si svegliavano tuonavano: "chi quello lì?" e giù risate da orbi. Roba da arrossire, ma lui non si è fermato.
Ricordo di un giornalista di sinistra che raccontava di averlo trovato a casa, per una intervista, con "mocassini sformati, da discount della calzatura". Che finezza.
De Mita diceva che le leghe erano "una minaccia per la democrazia", mentre gli altri si abbandonavano a considerazioni molto meno istituzionali.
Ridevano tutti: "chi, quello lì? Ah-ah".

Oggi invece c'era Scalfaro al Senato che singhiozzava: "Oddio no, no, non ci credo. E il patriottismo dov'è? Vi prego svegliatemi, o uccidetemi".
Lo hanno portato a braccia fuori, in stato catatonico, subito dopo.
Oh capite, Scalfaro, mica uno così.

Tempo galantuomo e democrazia canaglia.

martedì, novembre 15, 2005

Senza religione.

Leggevo da un autore francese: "moderati quanto possono esserlo nei loro interessi".
No, dico, scherziamo? Sicchè sfottere i moderati è diventato uno sport?

"Dove andremo a finire!" disse l'onorevole Colombo alla presenza di sua Eminenza.

Moderiamoci!

I moderati non possono vincere le elezioni. Possono al massimo pareggiarle, e con altri moderati.
Che illogicità, un moderato che si sparte i ministeri con uno che non lo è, non vi pare? E un moderato parziale, ve lo immaginate? E un governo moderato che dura più di sei mesi, non vi pare un controsenso?
E poi "moderato" su qualcosa o da qualcosa? O qualcuno?
Certo è che con questo bel termine che si sono inventati, i moderati passano per gente perbene più degli altri. Viene da votarli così, sulla parola.

Votate Pound moderatamente.

lunedì, novembre 14, 2005

Veleno settimanale.

Giovedì questo esce "Veleno", settimanale satirico dal cuore nero (almeno così si dice).
Cercatelo in edicola. Va da sè che comprarlo è d'obbligo, facesse pure schifo.
Tanto noi non si ride mai.

Il re si è rivestito perchè non lo guardava nessuno.

La destra non esiste. La sensazionale scoperta è di un pool di ricercatori svedesi e, se confermata, potrebbe mettere in discussione una intera epoca della conoscenza.
Il gruppo di scenziati (4 svedesi e un italiano immigrato nel '78) è riuscito a dimostrare, tramite l'analisi di complesse analisi microbiotiche, che quello che denominiamo comunemente "destra", in realtà altro non è che una parte piuttosto centrale della sinistra.

Ma alla rivelazione seguono le polemiche. Un docente dell'università di Osaka, infatti, ha sollevato proprio ieri, sulla prestigiosa rivista Nature, un dubbio che rischia di oscurare il successo scentifico: se la destra è sostanzialmente una sinistra, allora la sinistra è tale rispetto a cosa?

venerdì, novembre 11, 2005

Cin-cin (e allora dillo).

La Cina, questo misterioso polipone giallo. Fa pensare, come sempre e come tutto, più l'immagine che se ne fa in Europa che il fenomeno in sè.
Mi spiego: dunque, si tratta di un feroce capitalismo moderno, inscritto in un sistema dittatoriale e repressivo. Niente diritti sociali, niente libertà di parola, niente di niente. In Cina non puoi essere socialista, non puoi essere liberale, non puoi essere anarchico, non puoi essere monarchico. Puoi essere solo Cinese, "malpagato frustrato".
Quanto di più lontano insomma da quell'immaginario che fino a ieri animava i sogni e le speranze del medio democratico occidentale. Un sistema tanto penosamente becero, tutto dirigenti e sbirri, che dovrebbero odiarlo tutti.

E invece, ci credete? Non solo non la odiano, ma gli piace: ai noglobal, ai giovani DS, ai libertari, agli anarchici, ai giovanotti doppiopettati di FI, AN e UDC. Non a tutti, certo.
Una mente inquieta come Jean Cau avrebbe detto che si tratta di una subdola e naturale ammirazione verso il più forte, il più crudele, il più virile.
E invece io non riesco a togliermi dalla testa una cattiveria: quando gira il potere, anche l'anarco-insurrezionalista ci riflette su.
Questo non esclude, chiaramente, le fantasie masochiste.

lunedì, novembre 07, 2005

Chi la fa non l'aspetti.

E siamo all'undicesimo giorno di "inaudita viulenza" nelle periferie (ma poi mica tanto) francesi.
Ribadisco l'osservazione che secondo me i Francesi, davanti ai figli degli ex-sudditi coloniali che fanno baccano, in fondo pensino: "poverini".
Non fa nulla, il diritto di proprietà si definisce comunemente come diritto di usare, fruire ed abusare. Se i Francesi ritengono di sperperare gli arredi urbani e le automobili (per quello che servono, poi) a titolo di risarcimento morale, sono padroni di farlo. Ma allora perchè gli mandano la polizia?

Così, per non fare la figura dei mezz'uomini, sfilano, ma è tutta una finta: pensate che in undici giorni di scontri (anche a fuoco), molotov contro asili, chiese e negozi, più di 1500 auto bruciate, c'è stato solo un morticino. Un anziano non manifestante.
In altre circostanze, anche in Francia chi scappa a piedi da una bigiotteria col malloppo in tasca rischia di essere freddato a bruciapelo, se gli dice male.

domenica, novembre 06, 2005

Narcisismi diversi.

E' sconfortante come Lucia Annunziata riesca non solo a mettersi in ridicolo nelle sue interviste (la domenica), ma pare che si vada a cercare apposta personaggi molto più in alto di lei per uscirsene sempre con le ossa rotte.
Lei, che pure non è l'ultima della cretine, credo si consideri disperatamente più intelligente di quelli che le stanno antipatici, con la conseguenza che quelli, che pure non sono dei padreterni, ci fanno la figura dei signori. Pera, la Moratti...

Prendete Vespa invece: la gente che invita in studio spesso è talmente mediocre che, quando non c'è Berlusconi, il vero ospite è lui.

sabato, novembre 05, 2005

Servito.

Accidenti al palcoscenico della politica.
Se non ci accorgiamo di loro, temo che un giorno o l'altro i moderati ci sbraneranno vivi.

giovedì, novembre 03, 2005

Babbari, popolo di inaudita viulenza.

Avete visto Parigi? Settimo giorno di guerriglia urbana tra forze dell'ordine e gente di quartiere.
Sempre più simili agli Stati Uniti, e in più proprio quella Francia che degli USA vorrebbe essere il sostituto culturale e forse politico mondiale.

Comunque il problema non è nuovo. Chi va a Parigi sa bene che deve stare attento alle temibilissime bande di Maghrebini, giovanotti scuri, in tuta e cane da guardia a guinzaglio. Ti guardano storto e ti menano, senza che nessuno ti difenda.
La cosa strana non è che ci sia in giro gente poco perbene; la cosa strana è che nessuno ci faccia nulla.
Al di là degli sbirri, che fanno quello che possono e quando possono, sorprende che la gente sia inattiva fino alla tragedia; sorprende che nessuno si ribelli. Ho come l'impressione che i Francesi, davanti alle devastazioni e alle angherie degli ultimi arrivati, in fondo pensino: "Poverini".

mercoledì, novembre 02, 2005

Uno simpatico e uno mediocre.

Cossiga ha detto che le cariche in CSM si comprano, che le assoluzioni in giudizio si barattano e che la Francia sta preparando le manovre per la guerra agli USA.

E pensare che adesso abbiamo Ciampi.

martedì, novembre 01, 2005

Tanto progredito che morì sul nascere.

Non scherziamo, quest'affare di Cofferati è un affare serio.
Ex sindacalista di ferro della CGIL, detto "il cinese" (per via degli occhi a mandorla, si spera), da alcuni mesi sindaco di Bologna, ha fatto una cosa grave.
Anzi, grave no, per un sindaco. Ha sgomberato una baraccopoli, ma per uno come lui, ex super coccolato da questa sinistra senza un capo, pare esserlo.
Ma come, gli hanno chiesto i compagni, fai il cileno? Sgomberi gli immigrati a manganellate, rispondi botte alla piazza, ti afferri alle abiette civetterie legalistiche della corrotta borghesia?

Si, ha risposto lui, perchè si dà il caso che i primi a chiedere la bonifica di quel quartieraccio abusivo fossero stati non i comitati civici della gente borghese, ma gli esasperati residenti del vicino borgo Panigale, quartierone rosso rosso di ex operai.
E allora, perchè le polemiche? Uno di sinistra dovrebbe avere a cuore la qualità della vita dei cittadini, no? Il Cinese ha fatto esattamente questo.
Ma, osservano i radical, lo ha fatto a scapito della povera gente rumena della baraccopoli. E vabbè, una volta anche borgo Panigale erano "povera gente".
Allora ecco spiegato l'arcano ingrediente della politica progressista: se sei un disgraziato hai diritto di farti pagare per questo, ma aspetta solo che si presenti uno più disgraziato di te, ed ecco che senza accorgertene diventerai un capitalista fottuto.

Stiamo freschi per il futuro; alle porte si accalcano miliardi di cinesi.

sabato, ottobre 29, 2005

Per Charitàs/secondo atto.

A proposito, ieri fonti ufficiali dell'istituto hanno chiesto che sia concesso il voto amministrativo agli immigrati.
Così, oltre al dormitorio e alla fabbrica, la provvidenza potrebbe far nascere anche un bel comitato elettorale.

Il prossimo che dice che i comunisti sono disonesti gli divoro i bambini.
Peccato di gola, è veniale.

Per Charitàs!

La Charitas ogni anno presenta un dossier in cui vanta le proprie generosità, invitando, dito puntato e sguardo serafico, tutti a fare come loro.
La Charitas di immigrati ne ha fatti entrare qualche milione, in Italia.
Tempo fa il mio parroco dal pulpito ha detto: "bisogna ospitare chi ha bisogno, come ha fatto il santo che ha diviso il suo pane col lebbroso".
Ecco, appunto ho pensato, il suo pane, mica quello degli altri. Ve lo immaginate un santo che entra a casa di un disgraziato e fa sedere il lebbroso alla sua tavola: "siedi caro, che il signore è una brava persona. Ci vediamo per il caffè"? Questa è la Charitas.
Andrebbe loro spiegato che offrire il pane altrui non è cristiano, tantopiù che gli altri, spesso non ne hanno abbastanza.

Ma è inutile, quando si tratta di importare manodopera, nessuno ragiona più. Sicchè i preti oggi mercanteggiano su tutto, fuorchè sull'immigrazione.
"Non ci vieni a messa? Oh, avrai sicuramente una buona ragione. Non preghi figliolo? Fa nulla. Hai peccato? Beh vabè dio è buono.
Gli immigrati? Ah no! Porca puttana, quelli te li becchi e zitto, lo ha detto la bibbia!".

Generosità blasfema e pelosa. Meno male che li conosciamo, alcuni di questi campioni di generosità.
Prima trasformano le canoniche in stalle, poi le parrocchie in fabbriche e infine, prodigio di giustizia (divina) commutativa, una mattina si ritrovano con la Mercedes.
Miracolo!

giovedì, ottobre 27, 2005

Sadomaso.

A proposito, dicevo: i ministri dell'UE li hanno chiamati "commissari".
Un'interessante perversione, forse di origine sessuale, per cui al politico (che amministra e sceglie) si sostituisce lo sbirro (che controlla ed esegue).
A mare millenni di storia, per un prurito.

Mormorativismo.

Tremonti ha lanciato un'idea niente male. Ha detto: "Dai, siamo sevi, vi piace l'Euvopa? E allova beccatevi questo". E ha proposto la Bolkestein sul sindacato.

La Bolkestein è una direttiva dell'UE varata nel periodo della presidenza Prodi (presidenza della commissione UE, che sarebbe il "governo" europeo, mentre il commissario Bolkestein che la firmò sarebbe l'equivalente del nostro "ministro"). La direttiva incriminata definisce la libertà di circolazione dei servizi (le altre libertà UE sono sulla circolazione di persone, di merci e di capitali).
In parole poverissime: un sindacato rumeno (che si considera offerta di "servizi") può aprire in Italia e fottere i pensionati alla triplice.

Io tifo per i sindacati russi.
Atlantisti e radical-schic, a lavorare!

Tiè.

Daniela Santanchè (parlamentare di AN) ha fatto il dito medio ai noglobal che contestavano davanti a Montecitorio. Dice che quelli le avevano dato della puttana.
Ma una donna che mostra il dito lungo a gente che gli dà della puttana non ci fa mica la figura di quella perbene, no? Voglio dire se gli gridava: "come vi permettete, cafoni ignoranti?" e si metteva a piangere, era una immagine più coerente con la nostra idea (culturale, certo, ma cosa non lo è?) di donna dai costumi ineccepibili.
Invece la signora elegante ha fatto il carnissimo. Mah.

Comunque, vi immaginate se qualcuno lo diceva a Rosy Bindi e quella di tutta risposta gli cacciava una zinna? A quest'ora eravamo tutti persone migliori.

martedì, ottobre 25, 2005

Monsignore favorite?

Avete visto il titolo di Panorama, stasettimana? "Fermatevi!" e di sfondo una ragazza che si fa una striscia di cocco. Ma cacchio, perchè?

Piuttosto "Continuate! così stiamo più larghi".
Ciao Emilio, non temere, ce l'avevo con gli attori.

Un presidente testa di cazzo.

Aspettavamo il ritorno e il ritorno c'è stato. Niente trionfi, niente scandali: Santoro ritorna da professionista, parla poco, qualcuno ribatte di mestiere.
Non si esce fuori dal passato, finchè la differenza tra il prima e il poi non la si colga che in disaccordo: per qualcuno la libertà è incondizionata, per altri le regole vanno rispettate.
Santoro, comunque, è entrato in scena alla maniera antica: viva la libertà, viva la fratellanza. Bon, fa il suo mestiere; attempato, demodè forse, ma lo fa.

Una cosa mi ha inquietato, però. Senza soluzione di continuità, dopo aver inneggiato alla libertà eccetera eccetera ha gridato: "viva la cultura!".
Ecco, questo cerchio logico per cui chi non è dei loro era un asino a scuola gli ha già fatto perdere due competizioni elettorali (forse, potremmo dire tre), ma loro ci rifanno.
Ce li avete presenti quelli che in prima media prendevano otto, diventavano antipatici e facevano comunella? Bene, dopo dieci anni te li ritrovi che sono rimasti antipatici, i voti non ce li hanno più, e sono diventati la caricatura di sè stessi.

Invece mi pare che nel cervello malato degli italiani Berlusconi ricordi ancora quel testa di cazzo dell'ultimo banco che prendeva sempre cinque. Quello te lo ritrovi puntualmente dopo dieci anni che è diventato una sagoma, è pieno di gnocca e magari ha fatto pure fortuna. A chi dedichereste una rimpatriata?

lunedì, ottobre 17, 2005

Mi quoti ti sposo.

Quota rosa, temo che non ne usciremo più.
E' vero che i maschi sono in competizione con le donne, d'altro canto la natura non è uno stato di fatto creato con votazione democratica. E' vero pure che la cultura dominante sta cercando di riposizionare i ruoli, improntandoli ad una minore conflittualità ed una maggiore "empatia".
E' vero d'altronde che questo cambio di rotta potrebbe preludere ad una sovversione della idea stessa di famiglia. Ma potrebbe pure non essere.
Insomma tutti hanno paura: le donne di diventare schiave, gli uomini di diventare finocchi, i politici di perdere la poltrona. Alle volte è "solo la paura che infine uccide i sentimenti" (Battisti). Mah.

Ad ogni buon conto io ho visto alcune donne in un ufficio della polizia ferroviaria durante il pestaggio di un disgraziato (molto probabilmente colpevole, ma si decide in tribunale): ammazza, altro che genio femminile! Posso testimoniare che (moralmente) fanno più schifo dei colleghi, e in più non fanno nemmeno ridere.

Ecco spiegato perchè io per esempio non vedo il problema. Ma per il resto sono un buon partito.

sabato, ottobre 15, 2005

Ruggine.

Lapo Elkann si è sentito male per la coca. Tutti i giornali tranne due, e quasi tutte le firme, si sono profusi in consolazioni ed hanno chiarito: "niente moralismi!".
Per carità, il moralista no.
Ma l'amore di giustizia non si tocca: diciamolo, questa è una classe dirigente che si ossessiona nel culto di sè eppure si dispera; questa gente decide parte del futuro di molti di noi e non riesce a gestire non dico la propria moralità (che sono affaracci loro, e magari io ne faccio di peggio), ma la virtù d'oro della moderazione.
Coca, travestiti, collassi e indigestioni. Che c'entra la morale, in questo caso? Non è il giudizio sull'uomo (un normale inquieto adolescente), ma il giudizio sulla storia della famiglia più imporante d'Italia. Un ristretto circolo dove a nessuno importa più nulla di quello che importa alle famiglie oneste: progettare il futuro, onorare almeno per pietà delle apparenze il proprio passato, vivere con decoro le divisioni, regolare gli affari propri senza buttarli nel fango della maldicenza altrui.

Cocainomani, eccessivi, annoiati e snob, questi qua non hanno più forze, più cervello, più coglioni. E si crede davvero che basti adularli per farne degni uomini di potere?
E poi, guardate bene: anche di tutto questo stuolo di consolatori a loro stessi non importa più nulla.
Al crepuscolo ogni cosa diventa inutile. Punto.

Si accomodi imbecille...

"Tim, messaggio gratuito: siamo spiacenti di comunicarle..."

Perchè spiacenti? Spiacenti vuol dire che ti dispiace, ma un momento. Nessun problema ad ammettere che un sentimento si possa incorporare in un documento. Ci sono infatti le lettere d'amore e i telegrammi di condoglianza. Un messaggio registrato, stante l'evoluzione delle comunicazioni, può considerarsi un documento. Poco romantico magari, ma lo è.

Adesso, un documento che contiene emozioni in realtà le testimonia, giacchè non può contenerle in senso letterale; e le testimonia come un messaggero, ma questo presuppone che le emozioni, in qualche altra persona, vi siano pure state.
Orbene, questo non è, giacchè nessuno ha potuto sapere del mio tentativo di telefonata a credito esaurito, e quindi nessuno ha potuto propriamente "spiacersi". Ecco, questa è una discettazione sul nulla, ma serve a porsi un'altra domanda.
Quale astrusa ragione culturale, o psichica, ha fatto concludere agli amministratori della mia compagnia telefonica che trattare i clienti come cretini fosse un'asigenza di buone maniere?

sabato, ottobre 08, 2005

Addio Fausto.

Stavolta lo ammazzo. Lo cerco, lo trovo e lo ammazzo.
Fausto Bertinotti. Sei comunista, e passi. Con quella signorilità così compiuta che si appaga l'orecchio solo a sentirti, ti si perdonerebbe di peggio. E poi, quale arma migliore per servire irresistibili punti di vista: come si fa a dirti di no? La precarietà danneggia la coesione sociale. Verissimo. La precarietà era l'arma per lanciare la produzione italiana, ma ha fallito, perchè ci sono Cinesi e Indiani, cento volte più precarizzabili di noi. Esattissimo. Hai pure detto che la libertà di scegliere non ce l'hanno tutti. Si può essere più incisivi?

Io a Fausto lo voterei premier a vita, altro che soglia di sbarramento.
Ma ho un sospetto; un tarlo fastidioso che mi impedisce di sceglierlo come vorrei.
Insomma ecco, lo votano i centri sociali, gli estremisti gay, i libertari, gli anarchici, gli insurrezionalisti e gli ex-sindacalisti.
Cosa c'è di peggio di una storia d'amore finita sul nascere?

Vattene via, lasciami solo. Vattene, vattene col tuo Prodi...

martedì, settembre 27, 2005

Sabato trippa.

Oggi Putin ha parlato alla nazione russa.
Il senso delle sue parole è stato:
"E' vero, la Russia oggi è un paese forte e vitale".
Non ha mancato poi di far osservare che la Russia oggi, militarmente parlando, può spiegare una potenza colossale. Missili, truppe, sommergibili, aerei, matrioske.

Ma insomma, è una buona notizia o no?

giovedì, settembre 22, 2005

Meglio tardi...

Eccolo lì. Una volta Fini chiese di buttare fuori Tremonti. Vi ricordate, c'era Follini che lo istigava e gli diceva da dietro: "dai dai, facimmo ammuina, che poi diventi tu il premier", e il cazzone "si è vero, tremonti deve andare via!" Perchè poi? O perlomeno perchè lui no e quell'altro si? Mah, Fini in verità non lo sapeva bene, allora.

Poi ha capito qualcosa, ricordate? Ha capito che i democristiani fanno regali solo il 2 novembre, e generalmente si tratta di garofani.
Così oggi non ha fatto lo stesso errore, e piuttosto che accodarsi alla balena bianca, ha preferito salvare la faccia nella maniera più semplice e (incredibile no?) più efficace che c'è. Fare politica.
Così si è rimangiato tutto, ma è troppo tardi.

lunedì, settembre 19, 2005

E' il sangue di Maradona.

21 colpi di cannone hanno annunciato stamane il miracolo di S. Gennaro: il sangue del martire nell'ampolla si è sciolto.
Bene, ma Margherita Hack ha protestato vivamente. L'esimia astrofisica ha detto: "gli è tutta una burla", poichè anche mischiando certi elementi chimici, ella sostiene, si ottiene qualcosa di simile. Vediamo:

1) Che sia possibile riprodurre qualcosa di simile al sangue non dimostra che quello nell'ampolla sia quel qualcosa di simile.
2) Ai napoletani non gliene frega niente che il sangue sia vero o falso. Se ci fosse gente di spirito, potrebbe osservare che la Hack discetta sul sesso degli angeli.
3) Quando papa Woityla ha "declassato" S. Gennaro nel calendario, ritenendo fondati i dubbi sulla sua esistenza, apparve una scritta nei pressi del Duomo: "san gennà, futtatenne".

Diciamo quello che è: ai radical Napoli fa venire l'orticaria. A Napoli sono devoti come loro non sopportano che si sia, e se la godono come loro vorrebbero tanto che fosse.

giovedì, settembre 15, 2005

Una prece.

Costruire per tutta la vita un muro, impiegando mente e sacrificio per tirare su una barriera.
Progettarne l'immane grandezza, perchè sia definitivo ed eterno, impegnando quanto di più raffinato e sottile l'ingegno e la fortuna a poco a poco apprestano, e poi, al momento di chiudere il tratto fatale con un enorme macigno, morire.

E' quello che è capitato a Gianni Agnelli.
Sicchè i soldi da soli non bastavano, ci voleva giusto un altro pò di tempo.

martedì, settembre 13, 2005

E mo?

Lo ha fatto. Sharon ha sgomberato la striscia di Gaza dai suoi temibilissimi occupanti: i sionisti ultraortodossi.
Bisogna riconoscere che "la jena" per ora ha vinto.
Adesso ha talmente tanta credibilità che, al limite, potrebbe pure malmenare il papa in TV.

PACS tibi

Rieccoli.
Quelli dei PACS, sono tornati, sotto le elezioni (o quasi), per rivendicare il diritto d'amare.
Anzi no, contrordine, i PACS servono solo ai conviventi, anche etero, e servono ancor più agli anziani.
E poi nessuno ha parlato di matrimonio, nè di adozione.

Ma allora, dico io, lascieranno i gay nella discriminazione per sempre? E che progressisti sono? O magari fanno finta...


Va bene, lo ammetto: i comunisti di una volta mi piacevano. Erano dei farabutti, ma avevano una virtù: il coraggio delle proprie azioni.

domenica, settembre 11, 2005

De profundis.

Lo sapevo che sarebbe successo ancora. Perchè nessuno ha fatto niente?
Perchè non glielo avete detto a quelli della "Marcia per la Pace" che la pace con la guerra non c'entra niente?

Andateglielo a chiedere a Bush, o a Putin, se preferiscono la guerra santa o la santa pace. Chiedeteglielo al Berlusconi, a Fini, a Prodi. Ma tutti sono per la pace, porca miseriaccia!
Perchè nessuno discute il problema politico della guerra?
A che serve manifestare sul niente? A preparare la scaletta a Prodi e Kerry? Ma nemmeno loro ritireranno le truppe! O forse si?
E come facciamo ad esserne sicuri, visto che lo hanno sempre negato? E come faranno a consegnare, poniamo, l'Iraq alle tribù Sciite filo-iraniane? L'america rinuncerà al Medioriente? E Israele? Pure loro si ritireranno dalla partita? E i missili, le banche, gli affaristi, i coloni, la Russia...

Niente da fare, la ragione è troppo noiosa per questi qui.
E allora preti in camicia e ragazzetti in stile etnico, uomini di cultura e puttanoni da superattico, politicotti e politiconi, nomi e nomignoli; tutti a manifestare come se servisse a qualcosa.
Il loro motto è "fateci sognare, vi regaliamo voto e cervello".

venerdì, settembre 02, 2005

Buon divertimento!

"L'america è avanti!" dicono da cinquant'anni gli intellettuali di casa nostra.
Adesso, trascuriamo pure il fatto che lo hanno detto sempre, prima della Francia, poi dell'Inghilterra, e trascuriamo pure il dubbio che questa sparata sia o meno corredata di quella malafede che politicizza ogni cosa; il punto è:
Ma ci credono davvero? E bastano due lucine colorate a convincerli?

Intanto basta un terremoto, un black-out o un'alluvione a cancellare ogni traccia di civiltà: la polizia spara sugli sciacalli, gli sciacalli allora si organizzano in bande e sparano sulla polizia, gli onesti aspettano una elemosina davanti alla quale ci sono sempre altre priorità (questa volta è la guerra in Iraq, ma in genere è la cronica mancanza di strutture pubbliche), i presidenti corrono ai ripari (nel senso della poltrona) e ingaggiano truccatori da un milione di dollari per rifarsi.
Siamo tutti liberi di considerarli effetti estremi di situazioni estreme, che non dimostrano nulla tranne qualcosa di trascurabile.
Nondimeno io, che pure libero sono, la penso in tutt'altro modo.

Io penso che la libertà dalla paura sia il presupposto della convivenza civile: non per nulla è la ricchezza più difficile da accumulare. E' talmente difficile che se lo chiedete ad un politico, ad un prete, ad un imprenditore non sa nemmeno da dove partire. A noi ci sono voluti migliaia di anni.
Questo non vuol dire, però, che io neghi una verità lapalissiana: se avete tanti soldi, forze e potere, se avete la macchina sportiva e le scarpe di coccodrillo, se avete l'attico a New York e la cena con de Niro, l'America rimane il migliore posto del mondo.

venerdì, agosto 26, 2005

Le dimissioni della realtà.

Poichè ier sera quel merdaiolo di Cofferati (ve lo ricordate, il compagno da salotto, il sindacalista-chiwaua) ha ricordato la strage di Bologna, insistendo oscenamente su quella verità tutta opinabile (anzi, per molto meno lui e suoi pari la definirebbero vergognosamente falsa, se riguardasse i fattacci loro) che vuole che la stessa sia stata una strage fascista, credo di servire la verità ricopiando sul mio umile blog un articolo di tale signor Renzaglia, coinvolto e prosciolto nella faccenda e poi, credo, risarcito, dagli stessi sbirri che accreditarono per primi la tesi che oggi a quanto pare ancora spopola nei salotti bolognesi.


"Venticinque anni fa, il 28 agosto 1980, venivano spiccati ventotto mandati di cattura. L’operazione, ideata e guidata dal dott. Russomanno, dirigente del servizio di controspionaggio del ministero degli interni, Sisde, ed avente come obiettivo la destra radicale, fu la prima del dopo strage.

Quel depistaggio non durò a lungo: era stato costruito troppo male. Tutti e ventotto fummo prosciolti nel giro di pochi mesi. Fu il primo di tre depistaggi dei quali io stesso fui oggetto.

Il più importante si concretizzò qualche mese più tardi: il Sismi – servizio segreto militare – mise (e ritrovò…) in uno scompartimento del treno Taranto-Milano un mitra, due biglietti aerei a nome falso ed una borsa contenente lo stesso esplosivo utilizzato a bologna. Come mai massimi dirigenti del Sismi che avevano costruito quella pista (e furono poi condannati, rei confessi, in un processo nel quale noi fummo parte civile) avevano utilizzato proprio quell’esplosivo, se la perizia relativa alla strage non era stata ancora depositata? Come facevano a sapere quale esplosivo era stato usato alla stazione di Bologna? Nessuno glielo ha mai chiesto. Così come nessuno si è mai domandato come mai quella pista era stata ideata agli inizi di luglio, ovvero un mese prima della strage. Chi commissionò quella pista prima ancora di compiere il massacro?"


Com'era quel fatto? "Se il popolo non è d'accordo col partito, il partito chiede le dimissioni del popolo".
Addirittura in questo caso è la realtà accertata a non andare d'accordo col partito. Ma tant'è...

giovedì, agosto 25, 2005

Edwige, chi voti?

Lo si temeva. Anzi, lo si doveva temere: la DC sta nascendo dalle proprie ceneri, ma stavolta non sembra essere il solito falso allarme lanciato ad ogni muso democristiano che apparisse troppo nelle cronache politiche.
Stavolta ci sono i fatti.

Secondo alcuni le malelingue di centrodestra avrebbero preparato una vendita a trance dell'attuale premier, al di là del voto di aprile, e in pieno stile "prima repubblica". Cade uno, si avvicenda l'altro, e chi ci guadagna è la piovra (altro che balena bianca!).
E come pensano di arrivarci, al potere, col sistema maggioritario? Ma è semplice!
Hanno chiamato Tronchetti Provera, Montezemolo, della Valle e soci e si sono detti:
"Raga, l'Italia fa schifo! Adesso basta".
Ah la democrazia! Questi qua se si candidano non prendono nemmeno un consigliere di circoscrizione, a Montezemolo non lo vota nemmeno la moglie!

Pare che l'unico vantaggio della democrazia, di questi tempi, sia che ci solleva dal peso di occuparcene.

martedì, agosto 16, 2005

Libertà di dirlo.

Finito il colonialismo molti paesi hanno trovato la libertà.

Ma invece di ritrovarsi alla pari con i grandi si sono trovati peggio di prima.
Allora hanno capito che quel: "siete liberi" stava per "siete licenziati".

Azzo, e mò li fai fessi agli Inglesi...

Il peccato di Ezra.

Come poeta, Ezra Pound è stato probabilmente uno dei pochissimi grandi dell'ultimo secolo: la sua poesia, terribilmente complessa e profonda, un labirinto di ricordi, reminiscenze e riflessioni, è decisamente una primizia per pochi eletti.
Ezra Pound essenzialmente rivive tutta la sua percezione del mondo in due o tre attimi di genio, e questa così eccelsa (e inavvicinabile) arte non sarebbe nemmeno tanto divulgata, se non fosse per quei quattro gatti tristi e snob che amano farne sfoggio per dimostrare di esserne all'altezza.
Ezra Pound affascina per la dottrina e la misteriosa sicurezza; Ezra Pound convince, anche chi dalla lettura dei suoi versi non capisce niente. Un pò come Dante.
E infatti, proprio come il sommo poeta, anche Ezra Pound non ha bisogno di critici, professori o dispensatori di opinioni.
Diceva Eliot, praticamente suo devoto discepolo più di tutti, che di lui tutti parlavano e pochi capivano.
Diciamocelo, la poesia di Pound non è una robetta da scuole superiori, nè da esame universitario; chi la capisce è bravo.

Eppure, qualcosa Pound la dice, fuori dal turbinio dei ricordi e dalla furia creativa del poeta. Pound, pure internato come pazzo al manicomio dalle truppe alleate, al loro arrivo a Pisa, in realtà pazzo non era. Nemmeno un poco.
Pound diceva che non è la lotta del proletariato a muovere la storia. No no.
La storia è mossa dall'usura. Solo le grandi spinte speculative muovono le guerre immani, i traffici tentacolari, le trappole civili. Solo chi crea denaro dal nulla può costringere il padre ad assassinare il figlio e viceversa, perchè chi fa usura diventa padrone anche dell'acqua, anche del pane, anche dei figli che avete in grembo. Ragionevole, no?
Invece no. Non lo era affatto.
Lo era piuttosto il socialismo reale, il maoismo o lo stalinismo, lo era la politica coloniale e cripto coloniale, lo era il mondo pazzo dei santoni della FAO o dell'Unesco. Tutto, ma questa storia di bloccare il prestito a interesse agli stati proprio no.

Occorre fare un passo indietro, per chi queste cose non le mastica: da un paio di secoli i nostri stati non producono da sè la moneta, ma devono chiederla alle rispettive banche nazionali, che sono enti a partecipazione privata e solo a controllo statale. Cosicchè gli stati, per emettere moneta, sostanzialmente devono chiederla a dei privati.
E, va da sè, quando la chiedono si indebitano.
Il debito pubblico poi lo pagano i cittadini con comode tasse periodiche.
Inoltre i cittadini, se chiedono un prestito a una banca, si indebitano a loro volta secondo un interesse deciso dalla stessa (e la regola è quella della cravatta).

Ezra Pound pensava (ecco il nocciolo della sua idea) che i prestiti potevano essere fatti direttamente dagli stati, senza usura, emettendo moneta dagli stati stessi prodotta, ad interesse molto più agevole, senza creazione di debito pubblico; ma avrebbe avuto risposte durissime: "gli stati? Buona questa! Cosa hanno fatto per noi gli stati? Dove era lo stato quando la gente aveva bisogno? E poi come si fa?".
Ezra Pound avrebbe forse provato a ribattere che il meccanismo bancario era perverso e inutile, assurdo, suicida; che arricchiva parassitariamente un intermediario, la banca, soffocando l'economia sana (quella che produce, coltiva, costruisce, inventa, sogna), che la storia dell'economia lo dimostrava.
Ma quegli altri lo avrebbero sbattutto tra i pazzi comunque.

Forse lui avrebbe domandato, già stretto in manette e prossimo alla cella: "ma, scusino, lorsignori sono forse banchieri?".


Questa insolenza non gliela perdonarono mai.
Come non gli perdonarono mai nemmeno quel saluto fascista al processo che gli confezionarono gli anglo-americani. Plateale, sconvolgente e scaldaloso, ma soprattutto inopportuno, in quei giorni di voltagabbana e delatori.
Ma poichè era un poeta maledettamente affascinante si inventarono comunque un modo per non sembrare dei soldatacci ignoranti. Si inventarono una usura sull'immagine.
Cioè loro continuarono a stampare i suoi libri, e la sua memoria continuò a rimanere chiusa in quel manicomio, come un capitale che non si vuole mai riscuotere, per continuare a campare di interesse.

E lo sapete come funziona questo truffaldino dilazionamento, questo eterno rimandare il confronto con il suo pensiero? State a leggere:
"Forse, esiste un bisogno d'infamia connaturato allo scandalo poetico", cioè era pazzo, masochista e pure un pò stronzo, sebbene grande poeta.
Il che, evidentemente non significa un bel niente, come il nome di chi ha scritto questo profondissimo pezzo di psicanalisi d'accatto. Tale Giorgio Manganelli.

sabato, agosto 13, 2005

Un brodo di riso.

Bella storia quella cinese.
Sono più di cinquant'anni dell'era contemporanea che ci provano. Hanno provato con la rivoluzione, quando da noi si portava, ma essendo poco avvezzi all'uso della mediazione, della moderazione tattica e alla pratica cristiana della temperanza, hanno fatto praticamente un macello. Un inutile e immane macello.
Poi hanno provato con le armi, con le truppe l'artiglieria e i missili terra-aria. Niente pure lì, perchè nessuno li provoca, nessuno dà soddisfazione; per capire che la guerra è una balla ci hanno messo mezzo lustro.
Poi la bomba atomica, manco a dirlo.
Recentemente i servizi segreti francesi hanno svelato che dietro i disordini del maggio francese, la culla del "68", forse c'erano loro. Fomentavano movimenti culturali sovversivi per prendere il potere nelle fabbriche e nelle università? O miravano ad indebolire i governi francesi fino a svuotarli di legittimità, per piazzare infine un governo-fantoccio? Beh, in ogni caso era una idea del cazzo.

Adesso ci provano con il villaggio globale. Ma perchè non glielo andate a spiegare che per governare gli altri stati bisogna prima governare il proprio, in un modo o nell'altro?
Andateglielo a dire per carità, perchè nella stanza dei bottoni cinese, sono anni ormai che alla pausa pranzo non si mangiano che lacrime.

venerdì, agosto 05, 2005

Imagine there's...

Col terrorismo per le strade il diritto è morto.
Non solo perchè i terroristi sono capaci di tenere in scacco la legge stessa, nei suoi momenti istituzionali e civili, ma soprattutto perchè i terroristi non hanno una patente.
Chi è terrorista lo è e basta, senza bisogno di iscriversi a qualche albo, nè di fare concorsi nè di fare trafile burocratiche per ottenere autorizzazioni.
Questo significa che un terrorista abusivo non esiste; e poichè il terrorismo conviene agli sciacalli più che ai bombaroli e alle loro impossibili rivoluzioni, c'è da temere che la "piazza" sia affollata più da banchieri che da paranoici.

Immaginate se Al-Zarqawi ammazzasse Di Canio. Tutti i laziali si schiererebbero con Bush e Sharon.
Immaginate.

mercoledì, agosto 03, 2005

Il dio degli arabi ha un caratteraccio, ma pure quell'altro...

Oh insomma, diciamola! I terroristi ci uccideranno tutti.
Sempre che non arrivino prima le api assassine.

Scusate, mi fa ribrezzo passare per un emulo di Moore, ma a fare l'amerikano proprio non ci riesco.