Poichè ier sera quel merdaiolo di Cofferati (ve lo ricordate, il compagno da salotto, il sindacalista-chiwaua) ha ricordato la strage di Bologna, insistendo oscenamente su quella verità tutta opinabile (anzi, per molto meno lui e suoi pari la definirebbero vergognosamente falsa, se riguardasse i fattacci loro) che vuole che la stessa sia stata una strage fascista, credo di servire la verità ricopiando sul mio umile blog un articolo di tale signor Renzaglia, coinvolto e prosciolto nella faccenda e poi, credo, risarcito, dagli stessi sbirri che accreditarono per primi la tesi che oggi a quanto pare ancora spopola nei salotti bolognesi.
"Venticinque anni fa, il 28 agosto 1980, venivano spiccati ventotto mandati di cattura. L’operazione, ideata e guidata dal dott. Russomanno, dirigente del servizio di controspionaggio del ministero degli interni, Sisde, ed avente come obiettivo la destra radicale, fu la prima del dopo strage.
Quel depistaggio non durò a lungo: era stato costruito troppo male. Tutti e ventotto fummo prosciolti nel giro di pochi mesi. Fu il primo di tre depistaggi dei quali io stesso fui oggetto.
Il più importante si concretizzò qualche mese più tardi: il Sismi – servizio segreto militare – mise (e ritrovò…) in uno scompartimento del treno Taranto-Milano un mitra, due biglietti aerei a nome falso ed una borsa contenente lo stesso esplosivo utilizzato a bologna. Come mai massimi dirigenti del Sismi che avevano costruito quella pista (e furono poi condannati, rei confessi, in un processo nel quale noi fummo parte civile) avevano utilizzato proprio quell’esplosivo, se la perizia relativa alla strage non era stata ancora depositata? Come facevano a sapere quale esplosivo era stato usato alla stazione di Bologna? Nessuno glielo ha mai chiesto. Così come nessuno si è mai domandato come mai quella pista era stata ideata agli inizi di luglio, ovvero un mese prima della strage. Chi commissionò quella pista prima ancora di compiere il massacro?"
Com'era quel fatto? "Se il popolo non è d'accordo col partito, il partito chiede le dimissioni del popolo".
Addirittura in questo caso è la realtà accertata a non andare d'accordo col partito. Ma tant'è...
venerdì, agosto 26, 2005
giovedì, agosto 25, 2005
Edwige, chi voti?
Lo si temeva. Anzi, lo si doveva temere: la DC sta nascendo dalle proprie ceneri, ma stavolta non sembra essere il solito falso allarme lanciato ad ogni muso democristiano che apparisse troppo nelle cronache politiche.
Stavolta ci sono i fatti.
Secondo alcuni le malelingue di centrodestra avrebbero preparato una vendita a trance dell'attuale premier, al di là del voto di aprile, e in pieno stile "prima repubblica". Cade uno, si avvicenda l'altro, e chi ci guadagna è la piovra (altro che balena bianca!).
E come pensano di arrivarci, al potere, col sistema maggioritario? Ma è semplice!
Hanno chiamato Tronchetti Provera, Montezemolo, della Valle e soci e si sono detti:
"Raga, l'Italia fa schifo! Adesso basta".
Ah la democrazia! Questi qua se si candidano non prendono nemmeno un consigliere di circoscrizione, a Montezemolo non lo vota nemmeno la moglie!
Pare che l'unico vantaggio della democrazia, di questi tempi, sia che ci solleva dal peso di occuparcene.
Stavolta ci sono i fatti.
Secondo alcuni le malelingue di centrodestra avrebbero preparato una vendita a trance dell'attuale premier, al di là del voto di aprile, e in pieno stile "prima repubblica". Cade uno, si avvicenda l'altro, e chi ci guadagna è la piovra (altro che balena bianca!).
E come pensano di arrivarci, al potere, col sistema maggioritario? Ma è semplice!
Hanno chiamato Tronchetti Provera, Montezemolo, della Valle e soci e si sono detti:
"Raga, l'Italia fa schifo! Adesso basta".
Ah la democrazia! Questi qua se si candidano non prendono nemmeno un consigliere di circoscrizione, a Montezemolo non lo vota nemmeno la moglie!
Pare che l'unico vantaggio della democrazia, di questi tempi, sia che ci solleva dal peso di occuparcene.
martedì, agosto 16, 2005
Libertà di dirlo.
Finito il colonialismo molti paesi hanno trovato la libertà.
Ma invece di ritrovarsi alla pari con i grandi si sono trovati peggio di prima.
Allora hanno capito che quel: "siete liberi" stava per "siete licenziati".
Azzo, e mò li fai fessi agli Inglesi...
Ma invece di ritrovarsi alla pari con i grandi si sono trovati peggio di prima.
Allora hanno capito che quel: "siete liberi" stava per "siete licenziati".
Azzo, e mò li fai fessi agli Inglesi...
Il peccato di Ezra.
Come poeta, Ezra Pound è stato probabilmente uno dei pochissimi grandi dell'ultimo secolo: la sua poesia, terribilmente complessa e profonda, un labirinto di ricordi, reminiscenze e riflessioni, è decisamente una primizia per pochi eletti.
Ezra Pound essenzialmente rivive tutta la sua percezione del mondo in due o tre attimi di genio, e questa così eccelsa (e inavvicinabile) arte non sarebbe nemmeno tanto divulgata, se non fosse per quei quattro gatti tristi e snob che amano farne sfoggio per dimostrare di esserne all'altezza.
Ezra Pound affascina per la dottrina e la misteriosa sicurezza; Ezra Pound convince, anche chi dalla lettura dei suoi versi non capisce niente. Un pò come Dante.
E infatti, proprio come il sommo poeta, anche Ezra Pound non ha bisogno di critici, professori o dispensatori di opinioni.
Diceva Eliot, praticamente suo devoto discepolo più di tutti, che di lui tutti parlavano e pochi capivano.
Diciamocelo, la poesia di Pound non è una robetta da scuole superiori, nè da esame universitario; chi la capisce è bravo.
Eppure, qualcosa Pound la dice, fuori dal turbinio dei ricordi e dalla furia creativa del poeta. Pound, pure internato come pazzo al manicomio dalle truppe alleate, al loro arrivo a Pisa, in realtà pazzo non era. Nemmeno un poco.
Pound diceva che non è la lotta del proletariato a muovere la storia. No no.
La storia è mossa dall'usura. Solo le grandi spinte speculative muovono le guerre immani, i traffici tentacolari, le trappole civili. Solo chi crea denaro dal nulla può costringere il padre ad assassinare il figlio e viceversa, perchè chi fa usura diventa padrone anche dell'acqua, anche del pane, anche dei figli che avete in grembo. Ragionevole, no?
Invece no. Non lo era affatto.
Lo era piuttosto il socialismo reale, il maoismo o lo stalinismo, lo era la politica coloniale e cripto coloniale, lo era il mondo pazzo dei santoni della FAO o dell'Unesco. Tutto, ma questa storia di bloccare il prestito a interesse agli stati proprio no.
Occorre fare un passo indietro, per chi queste cose non le mastica: da un paio di secoli i nostri stati non producono da sè la moneta, ma devono chiederla alle rispettive banche nazionali, che sono enti a partecipazione privata e solo a controllo statale. Cosicchè gli stati, per emettere moneta, sostanzialmente devono chiederla a dei privati.
E, va da sè, quando la chiedono si indebitano.
Il debito pubblico poi lo pagano i cittadini con comode tasse periodiche.
Inoltre i cittadini, se chiedono un prestito a una banca, si indebitano a loro volta secondo un interesse deciso dalla stessa (e la regola è quella della cravatta).
Ezra Pound pensava (ecco il nocciolo della sua idea) che i prestiti potevano essere fatti direttamente dagli stati, senza usura, emettendo moneta dagli stati stessi prodotta, ad interesse molto più agevole, senza creazione di debito pubblico; ma avrebbe avuto risposte durissime: "gli stati? Buona questa! Cosa hanno fatto per noi gli stati? Dove era lo stato quando la gente aveva bisogno? E poi come si fa?".
Ezra Pound avrebbe forse provato a ribattere che il meccanismo bancario era perverso e inutile, assurdo, suicida; che arricchiva parassitariamente un intermediario, la banca, soffocando l'economia sana (quella che produce, coltiva, costruisce, inventa, sogna), che la storia dell'economia lo dimostrava.
Ma quegli altri lo avrebbero sbattutto tra i pazzi comunque.
Forse lui avrebbe domandato, già stretto in manette e prossimo alla cella: "ma, scusino, lorsignori sono forse banchieri?".
Questa insolenza non gliela perdonarono mai.
Come non gli perdonarono mai nemmeno quel saluto fascista al processo che gli confezionarono gli anglo-americani. Plateale, sconvolgente e scaldaloso, ma soprattutto inopportuno, in quei giorni di voltagabbana e delatori.
Ma poichè era un poeta maledettamente affascinante si inventarono comunque un modo per non sembrare dei soldatacci ignoranti. Si inventarono una usura sull'immagine.
Cioè loro continuarono a stampare i suoi libri, e la sua memoria continuò a rimanere chiusa in quel manicomio, come un capitale che non si vuole mai riscuotere, per continuare a campare di interesse.
E lo sapete come funziona questo truffaldino dilazionamento, questo eterno rimandare il confronto con il suo pensiero? State a leggere:
"Forse, esiste un bisogno d'infamia connaturato allo scandalo poetico", cioè era pazzo, masochista e pure un pò stronzo, sebbene grande poeta.
Il che, evidentemente non significa un bel niente, come il nome di chi ha scritto questo profondissimo pezzo di psicanalisi d'accatto. Tale Giorgio Manganelli.
Ezra Pound essenzialmente rivive tutta la sua percezione del mondo in due o tre attimi di genio, e questa così eccelsa (e inavvicinabile) arte non sarebbe nemmeno tanto divulgata, se non fosse per quei quattro gatti tristi e snob che amano farne sfoggio per dimostrare di esserne all'altezza.
Ezra Pound affascina per la dottrina e la misteriosa sicurezza; Ezra Pound convince, anche chi dalla lettura dei suoi versi non capisce niente. Un pò come Dante.
E infatti, proprio come il sommo poeta, anche Ezra Pound non ha bisogno di critici, professori o dispensatori di opinioni.
Diceva Eliot, praticamente suo devoto discepolo più di tutti, che di lui tutti parlavano e pochi capivano.
Diciamocelo, la poesia di Pound non è una robetta da scuole superiori, nè da esame universitario; chi la capisce è bravo.
Eppure, qualcosa Pound la dice, fuori dal turbinio dei ricordi e dalla furia creativa del poeta. Pound, pure internato come pazzo al manicomio dalle truppe alleate, al loro arrivo a Pisa, in realtà pazzo non era. Nemmeno un poco.
Pound diceva che non è la lotta del proletariato a muovere la storia. No no.
La storia è mossa dall'usura. Solo le grandi spinte speculative muovono le guerre immani, i traffici tentacolari, le trappole civili. Solo chi crea denaro dal nulla può costringere il padre ad assassinare il figlio e viceversa, perchè chi fa usura diventa padrone anche dell'acqua, anche del pane, anche dei figli che avete in grembo. Ragionevole, no?
Invece no. Non lo era affatto.
Lo era piuttosto il socialismo reale, il maoismo o lo stalinismo, lo era la politica coloniale e cripto coloniale, lo era il mondo pazzo dei santoni della FAO o dell'Unesco. Tutto, ma questa storia di bloccare il prestito a interesse agli stati proprio no.
Occorre fare un passo indietro, per chi queste cose non le mastica: da un paio di secoli i nostri stati non producono da sè la moneta, ma devono chiederla alle rispettive banche nazionali, che sono enti a partecipazione privata e solo a controllo statale. Cosicchè gli stati, per emettere moneta, sostanzialmente devono chiederla a dei privati.
E, va da sè, quando la chiedono si indebitano.
Il debito pubblico poi lo pagano i cittadini con comode tasse periodiche.
Inoltre i cittadini, se chiedono un prestito a una banca, si indebitano a loro volta secondo un interesse deciso dalla stessa (e la regola è quella della cravatta).
Ezra Pound pensava (ecco il nocciolo della sua idea) che i prestiti potevano essere fatti direttamente dagli stati, senza usura, emettendo moneta dagli stati stessi prodotta, ad interesse molto più agevole, senza creazione di debito pubblico; ma avrebbe avuto risposte durissime: "gli stati? Buona questa! Cosa hanno fatto per noi gli stati? Dove era lo stato quando la gente aveva bisogno? E poi come si fa?".
Ezra Pound avrebbe forse provato a ribattere che il meccanismo bancario era perverso e inutile, assurdo, suicida; che arricchiva parassitariamente un intermediario, la banca, soffocando l'economia sana (quella che produce, coltiva, costruisce, inventa, sogna), che la storia dell'economia lo dimostrava.
Ma quegli altri lo avrebbero sbattutto tra i pazzi comunque.
Forse lui avrebbe domandato, già stretto in manette e prossimo alla cella: "ma, scusino, lorsignori sono forse banchieri?".
Questa insolenza non gliela perdonarono mai.
Come non gli perdonarono mai nemmeno quel saluto fascista al processo che gli confezionarono gli anglo-americani. Plateale, sconvolgente e scaldaloso, ma soprattutto inopportuno, in quei giorni di voltagabbana e delatori.
Ma poichè era un poeta maledettamente affascinante si inventarono comunque un modo per non sembrare dei soldatacci ignoranti. Si inventarono una usura sull'immagine.
Cioè loro continuarono a stampare i suoi libri, e la sua memoria continuò a rimanere chiusa in quel manicomio, come un capitale che non si vuole mai riscuotere, per continuare a campare di interesse.
E lo sapete come funziona questo truffaldino dilazionamento, questo eterno rimandare il confronto con il suo pensiero? State a leggere:
"Forse, esiste un bisogno d'infamia connaturato allo scandalo poetico", cioè era pazzo, masochista e pure un pò stronzo, sebbene grande poeta.
Il che, evidentemente non significa un bel niente, come il nome di chi ha scritto questo profondissimo pezzo di psicanalisi d'accatto. Tale Giorgio Manganelli.
sabato, agosto 13, 2005
Un brodo di riso.
Bella storia quella cinese.
Sono più di cinquant'anni dell'era contemporanea che ci provano. Hanno provato con la rivoluzione, quando da noi si portava, ma essendo poco avvezzi all'uso della mediazione, della moderazione tattica e alla pratica cristiana della temperanza, hanno fatto praticamente un macello. Un inutile e immane macello.
Poi hanno provato con le armi, con le truppe l'artiglieria e i missili terra-aria. Niente pure lì, perchè nessuno li provoca, nessuno dà soddisfazione; per capire che la guerra è una balla ci hanno messo mezzo lustro.
Poi la bomba atomica, manco a dirlo.
Recentemente i servizi segreti francesi hanno svelato che dietro i disordini del maggio francese, la culla del "68", forse c'erano loro. Fomentavano movimenti culturali sovversivi per prendere il potere nelle fabbriche e nelle università? O miravano ad indebolire i governi francesi fino a svuotarli di legittimità, per piazzare infine un governo-fantoccio? Beh, in ogni caso era una idea del cazzo.
Adesso ci provano con il villaggio globale. Ma perchè non glielo andate a spiegare che per governare gli altri stati bisogna prima governare il proprio, in un modo o nell'altro?
Andateglielo a dire per carità, perchè nella stanza dei bottoni cinese, sono anni ormai che alla pausa pranzo non si mangiano che lacrime.
Sono più di cinquant'anni dell'era contemporanea che ci provano. Hanno provato con la rivoluzione, quando da noi si portava, ma essendo poco avvezzi all'uso della mediazione, della moderazione tattica e alla pratica cristiana della temperanza, hanno fatto praticamente un macello. Un inutile e immane macello.
Poi hanno provato con le armi, con le truppe l'artiglieria e i missili terra-aria. Niente pure lì, perchè nessuno li provoca, nessuno dà soddisfazione; per capire che la guerra è una balla ci hanno messo mezzo lustro.
Poi la bomba atomica, manco a dirlo.
Recentemente i servizi segreti francesi hanno svelato che dietro i disordini del maggio francese, la culla del "68", forse c'erano loro. Fomentavano movimenti culturali sovversivi per prendere il potere nelle fabbriche e nelle università? O miravano ad indebolire i governi francesi fino a svuotarli di legittimità, per piazzare infine un governo-fantoccio? Beh, in ogni caso era una idea del cazzo.
Adesso ci provano con il villaggio globale. Ma perchè non glielo andate a spiegare che per governare gli altri stati bisogna prima governare il proprio, in un modo o nell'altro?
Andateglielo a dire per carità, perchè nella stanza dei bottoni cinese, sono anni ormai che alla pausa pranzo non si mangiano che lacrime.
venerdì, agosto 05, 2005
Imagine there's...
Col terrorismo per le strade il diritto è morto.
Non solo perchè i terroristi sono capaci di tenere in scacco la legge stessa, nei suoi momenti istituzionali e civili, ma soprattutto perchè i terroristi non hanno una patente.
Chi è terrorista lo è e basta, senza bisogno di iscriversi a qualche albo, nè di fare concorsi nè di fare trafile burocratiche per ottenere autorizzazioni.
Questo significa che un terrorista abusivo non esiste; e poichè il terrorismo conviene agli sciacalli più che ai bombaroli e alle loro impossibili rivoluzioni, c'è da temere che la "piazza" sia affollata più da banchieri che da paranoici.
Immaginate se Al-Zarqawi ammazzasse Di Canio. Tutti i laziali si schiererebbero con Bush e Sharon.
Immaginate.
Non solo perchè i terroristi sono capaci di tenere in scacco la legge stessa, nei suoi momenti istituzionali e civili, ma soprattutto perchè i terroristi non hanno una patente.
Chi è terrorista lo è e basta, senza bisogno di iscriversi a qualche albo, nè di fare concorsi nè di fare trafile burocratiche per ottenere autorizzazioni.
Questo significa che un terrorista abusivo non esiste; e poichè il terrorismo conviene agli sciacalli più che ai bombaroli e alle loro impossibili rivoluzioni, c'è da temere che la "piazza" sia affollata più da banchieri che da paranoici.
Immaginate se Al-Zarqawi ammazzasse Di Canio. Tutti i laziali si schiererebbero con Bush e Sharon.
Immaginate.
mercoledì, agosto 03, 2005
Il dio degli arabi ha un caratteraccio, ma pure quell'altro...
Oh insomma, diciamola! I terroristi ci uccideranno tutti.
Sempre che non arrivino prima le api assassine.
Scusate, mi fa ribrezzo passare per un emulo di Moore, ma a fare l'amerikano proprio non ci riesco.
Sempre che non arrivino prima le api assassine.
Scusate, mi fa ribrezzo passare per un emulo di Moore, ma a fare l'amerikano proprio non ci riesco.
martedì, luglio 26, 2005
Pensiero per l'estate.
Osserva Jean Cau quanto sia ridicolo che la massima espressione architettonica dell'evo moderno sia stata considerata per molto tempo la metropolitana di Mosca:
"La Grecia di Pericle il Partenone, il medioevo Chartres (la cattedrale di, n.d.r.) e i Russi una metropolitana. Ridiamo fino alle lacrime."
Grande verità: l'architettura disegna l'anima di un secolo.
Purtroppo per noi.
"La Grecia di Pericle il Partenone, il medioevo Chartres (la cattedrale di, n.d.r.) e i Russi una metropolitana. Ridiamo fino alle lacrime."
Grande verità: l'architettura disegna l'anima di un secolo.
Purtroppo per noi.
domenica, luglio 24, 2005
Declino!
Azz.
I pacifisti hanno sfilato a Verona contro la violenza. Hanno tirato un paio di bombe carta e hanno sfasciato due o tre vetrine. Che caratterino!
E non vanno nemmeno in galera.
In realtà fare i pacifisti sul serio è eroico, quindi esclusivissimo, aristocratico, raro. Il pacifista vero si presenta nudo e disarmato davanti ai suoi carnefici.
Il pacifista accetta di morire per dimostrare che lui, che pure potrebbe, non risponde con la stessa moneta; il pacifismo non è mai della massa, ma sempre, a suo modo, dell'eroe.
Mentre oggi si fanno passare per pacifisti chiassosi assembramenti di ragazzetti, che menano alle guardie finchè gli danno spazio, salvo poi lamentarsi in coro coi giornalisti quando ad essere menati sono loro.
Eppure non è colpa, credo, delle famiglie radical-shic che li hanno allevati.
In realtà giocare d'azzardo senza scrupoli per poi lamentarsi dei fallimenti, oggi lo fanno tutti.
Lo pretendono anche dai soldati: "missione di pace", ad esempio, è una specie di lagnanza preventiva, pronta per l'eventuale disfatta militare.
In parole povere, se il generale fallisce oggi non ha perso la guerra, ma ha perso "un'occasione per aiutare un popolo oppresso". Quindi è una vittima.
Geniale, no?
I pacifisti hanno sfilato a Verona contro la violenza. Hanno tirato un paio di bombe carta e hanno sfasciato due o tre vetrine. Che caratterino!
E non vanno nemmeno in galera.
In realtà fare i pacifisti sul serio è eroico, quindi esclusivissimo, aristocratico, raro. Il pacifista vero si presenta nudo e disarmato davanti ai suoi carnefici.
Il pacifista accetta di morire per dimostrare che lui, che pure potrebbe, non risponde con la stessa moneta; il pacifismo non è mai della massa, ma sempre, a suo modo, dell'eroe.
Mentre oggi si fanno passare per pacifisti chiassosi assembramenti di ragazzetti, che menano alle guardie finchè gli danno spazio, salvo poi lamentarsi in coro coi giornalisti quando ad essere menati sono loro.
Eppure non è colpa, credo, delle famiglie radical-shic che li hanno allevati.
In realtà giocare d'azzardo senza scrupoli per poi lamentarsi dei fallimenti, oggi lo fanno tutti.
Lo pretendono anche dai soldati: "missione di pace", ad esempio, è una specie di lagnanza preventiva, pronta per l'eventuale disfatta militare.
In parole povere, se il generale fallisce oggi non ha perso la guerra, ma ha perso "un'occasione per aiutare un popolo oppresso". Quindi è una vittima.
Geniale, no?
sabato, luglio 23, 2005
AAA Foglie di fico vendo.
Questa è bella: in un caffè di Roma, tanti anni fa, una bella signora scollacciata venne insultata da un giovinotto arcigno e minuscolo. Al sanguinoso affronto rispose, non potendo certo la signora, un gentiluomo con modi aristocraticamente spicci: venne domandata una riparazione a duello.
All'insolita ma nient'affatto stupida proposta il castigatore di costumi volle accampare scuse meschine come la sua persona e, rifiutando, non si fece più vedere.
L'episodio è successo davvero: il castigatore di signore era Oscar Luigi Scalfaro, il galante (e, probabilmente, furbo) paladino era il principe Antonio de Curtis (in arte Totò).
Questa, fino a che ha potuto, era la DC.
Una "mappata" di fanatici della forma cristiana, cui piaceva tralasciare la sostanza. Una confraternita potentissima di tutori del buoncostume più feroce e vigliacco. Degni figli di quegli Eliot che ragionavano libri interi sulla necessità del cristianesimo nelle leggi, dimenticandoselo però nei cuori.
Costoro hanno scristianizzato l'Italia con lo stesso errore con cui i fautori della Riforma hanno scristianizzato la Germania: la mancanza di buon senso.
Perchè una cosa sola nausea gli italiani, da buoni cattolici, più di una sconcezza: un censore di professione.
All'insolita ma nient'affatto stupida proposta il castigatore di costumi volle accampare scuse meschine come la sua persona e, rifiutando, non si fece più vedere.
L'episodio è successo davvero: il castigatore di signore era Oscar Luigi Scalfaro, il galante (e, probabilmente, furbo) paladino era il principe Antonio de Curtis (in arte Totò).
Questa, fino a che ha potuto, era la DC.
Una "mappata" di fanatici della forma cristiana, cui piaceva tralasciare la sostanza. Una confraternita potentissima di tutori del buoncostume più feroce e vigliacco. Degni figli di quegli Eliot che ragionavano libri interi sulla necessità del cristianesimo nelle leggi, dimenticandoselo però nei cuori.
Costoro hanno scristianizzato l'Italia con lo stesso errore con cui i fautori della Riforma hanno scristianizzato la Germania: la mancanza di buon senso.
Perchè una cosa sola nausea gli italiani, da buoni cattolici, più di una sconcezza: un censore di professione.
venerdì, luglio 22, 2005
Realtà virtuale.
Via, diciamola tutta.
Con il muro in Palestina (in Palestina sì, perchè in fatto di concessioni millimetriche, agli israeliani non la si fa), gli abitanti dello stato di Israele sono più sicuri.
E infatti sono diminuiti gli attacchi suicidi, sono diminuiti i presidi dell'esercito e i terroristi rimangono impotenti e beffati.
E via diciamolo che col muro in Israele si sta meglio!
E dopo averlo detto però, diciamo pure altre cose: il fatto che gli uni (piuttosto che gli altri) debbano stare sicuri è assolutamente un partito preso. Muro in Palestina? E allora perchè non un muro in Israele, a protezione dai voracissimi coloni ultranazionalisti?
Mi pare che le violenze, le invasioni, gli accaparramenti e le strategie bombarole non le abbia inventate Arafat. Certo, anche lui non si è fatto pregare, per prendere subito (cattivo) esempio; magari poteva fare come Ghandi. Chissà se lo avrebbero ascoltato.
Oppure poteva sopportare cristianamente.
Ma che importa poi... il problema non lo si risolve invero perchè Israeliani e Palestinesi, oltre ad essere due soggetti in lotta, sono due pretesti.
E badate bene, sono pretesti di due soggetti molto più grandi.
Questo è il problema.
Ma la gente, coglionata e fessa, ancora si studia di cernere, tra corpi insanguinati e pallini di ferro, i buoni dai cattivi.
Con il muro in Palestina (in Palestina sì, perchè in fatto di concessioni millimetriche, agli israeliani non la si fa), gli abitanti dello stato di Israele sono più sicuri.
E infatti sono diminuiti gli attacchi suicidi, sono diminuiti i presidi dell'esercito e i terroristi rimangono impotenti e beffati.
E via diciamolo che col muro in Israele si sta meglio!
E dopo averlo detto però, diciamo pure altre cose: il fatto che gli uni (piuttosto che gli altri) debbano stare sicuri è assolutamente un partito preso. Muro in Palestina? E allora perchè non un muro in Israele, a protezione dai voracissimi coloni ultranazionalisti?
Mi pare che le violenze, le invasioni, gli accaparramenti e le strategie bombarole non le abbia inventate Arafat. Certo, anche lui non si è fatto pregare, per prendere subito (cattivo) esempio; magari poteva fare come Ghandi. Chissà se lo avrebbero ascoltato.
Oppure poteva sopportare cristianamente.
Ma che importa poi... il problema non lo si risolve invero perchè Israeliani e Palestinesi, oltre ad essere due soggetti in lotta, sono due pretesti.
E badate bene, sono pretesti di due soggetti molto più grandi.
Questo è il problema.
Ma la gente, coglionata e fessa, ancora si studia di cernere, tra corpi insanguinati e pallini di ferro, i buoni dai cattivi.
lunedì, luglio 18, 2005
A pensar male ci si azzecca.
Adesso i Curdi mettono le bombe, proprio adesso!
Caspita i Curdi, i partner privilegiati dell'Occidente socialdemocratico, i paria perseguitati (o quantomeno discriminati) da ogni stato canaglia che si rispetti.
Adesso, i tempi delle bombe islamiche, integraliste, pan-arabe...
Dice che sono separatisti.
In realtà, stamattina Bush ha chiamato Putin e gli ha detto: "Senti, se vuoi litigare dillo".
Putin ha riattaccato, spernacchiando una risata strozzata.
Caspita i Curdi, i partner privilegiati dell'Occidente socialdemocratico, i paria perseguitati (o quantomeno discriminati) da ogni stato canaglia che si rispetti.
Adesso, i tempi delle bombe islamiche, integraliste, pan-arabe...
Dice che sono separatisti.
In realtà, stamattina Bush ha chiamato Putin e gli ha detto: "Senti, se vuoi litigare dillo".
Putin ha riattaccato, spernacchiando una risata strozzata.
domenica, luglio 17, 2005
L'aria di montagna.
Il papa ha detto che le vacanze sono una necessità, per chi vive nel traffico e nel rumore.
Si trova lo spazio per la solitudine, il silenzio e la riflessione.
Eccellenti riflessioni, se non fosse che per un motivo: d'estate, la gente per lo più va al mare.
Come si sa, il papa è infallibile solo quando parla ex cathedra.
Si trova lo spazio per la solitudine, il silenzio e la riflessione.
Eccellenti riflessioni, se non fosse che per un motivo: d'estate, la gente per lo più va al mare.
Come si sa, il papa è infallibile solo quando parla ex cathedra.
sabato, luglio 16, 2005
Vitelloni a mandorla.
Oggi guardavo un paio di belle scarpe "made in China". Mi chiedevo cosa ha provato quello che le ha cucite, a lavoro finito. Sono colorate, inutilmente tecnologiche, estetiche, ma per lui forse inarrivabili, incomprensibili, spudorate...
Poi mi sono ricordato le parole di Ciampi al suo viaggio in Cina: "anche noi nel boom economico eravamo così".
A parte il fatto che noi negli anni '60 non cucivamo le scarpe per gli americani (casomai in quegli anni ce le iniziavamo a comprare, le scarpe americane), andrebbe ricordato che noi lavoravamo essenzialmente per il mercato nazionale.
Eravamo metalmeccanici, operai edili, artigiani, braccianti, e questa non è una differenza di poco conto: noi lavoravamo per la nostra ricchezza in cambio di salari spillati a suon di scioperi ai datori di lavoro.
I cinesi producono per la nostra ricchezza, sottopagati e stipati nelle catene di montaggio che lo stato amministra con i metodi di una dittatura socialista. I cinesi rovistano nella pattumiera dei nostri scarti tecnologici, per recuperare mercurio e rame a mani nude. I cinesi vengono licenziati se si infortunano e uccisi senza processo se si ribellano, complici le leggi, lo stato, l'industria, e gli investitori stranieri.
Ciampi dice che quegli anni li abbiamo passati pure noi. Mio nonno, invece, si ricordava tutt'altro.
Mio nonno si ricordava delle canzoni di Claudio Villa, del posto fisso che si trovava facilmente, del dignitoso vivere borghese dell'"uomo qualunque", delle spiagge affollate, dei film all'italiana.
Niente, Ciampi dice che è lo stesso.
Poi mi sono ricordato le parole di Ciampi al suo viaggio in Cina: "anche noi nel boom economico eravamo così".
A parte il fatto che noi negli anni '60 non cucivamo le scarpe per gli americani (casomai in quegli anni ce le iniziavamo a comprare, le scarpe americane), andrebbe ricordato che noi lavoravamo essenzialmente per il mercato nazionale.
Eravamo metalmeccanici, operai edili, artigiani, braccianti, e questa non è una differenza di poco conto: noi lavoravamo per la nostra ricchezza in cambio di salari spillati a suon di scioperi ai datori di lavoro.
I cinesi producono per la nostra ricchezza, sottopagati e stipati nelle catene di montaggio che lo stato amministra con i metodi di una dittatura socialista. I cinesi rovistano nella pattumiera dei nostri scarti tecnologici, per recuperare mercurio e rame a mani nude. I cinesi vengono licenziati se si infortunano e uccisi senza processo se si ribellano, complici le leggi, lo stato, l'industria, e gli investitori stranieri.
Ciampi dice che quegli anni li abbiamo passati pure noi. Mio nonno, invece, si ricordava tutt'altro.
Mio nonno si ricordava delle canzoni di Claudio Villa, del posto fisso che si trovava facilmente, del dignitoso vivere borghese dell'"uomo qualunque", delle spiagge affollate, dei film all'italiana.
Niente, Ciampi dice che è lo stesso.
martedì, luglio 12, 2005
La Cassa del Mezzodì (corso accelerato di persuasione alla lobotomia votante).
Il Sud (e la Lucania specialmente) non va, dicono tutti.
Ovvio che non va, se continuate a lamentarvi. Alcuni dicono che c'è, in questa petulante rassegnazione, forse qualcosa di arcaico, ma anche questo è banale.
Di antico, in questo torpore, non c'è proprio nulla ; i contadini erano gente allegra e fattiva.
Gli impiegati in inutili enti da tre generazioni, quelli sì che sono rassegnati e noiosi.
Questa evidenza però non impedisce ai portaborse della coscienza dei vari onorevoli Colombo di ritrovare, complici i soliti Levi e Scotellaro, tale abietta mediocrità nella memoria dei nostri nobili antenati. Ma è, a modo suo, una bestemmia e un suicidio.
La verità è che manca il lavoro. Quello vero, dico, quello che si suda.
Ovvio che non va, se continuate a lamentarvi. Alcuni dicono che c'è, in questa petulante rassegnazione, forse qualcosa di arcaico, ma anche questo è banale.
Di antico, in questo torpore, non c'è proprio nulla ; i contadini erano gente allegra e fattiva.
Gli impiegati in inutili enti da tre generazioni, quelli sì che sono rassegnati e noiosi.
Questa evidenza però non impedisce ai portaborse della coscienza dei vari onorevoli Colombo di ritrovare, complici i soliti Levi e Scotellaro, tale abietta mediocrità nella memoria dei nostri nobili antenati. Ma è, a modo suo, una bestemmia e un suicidio.
La verità è che manca il lavoro. Quello vero, dico, quello che si suda.
giovedì, luglio 07, 2005
Europa o non Europa?
Una gran parte dei giornalisti sembrano concordi su un punto: questo vile attentato ha colpito l'Europa, come a Madrid, nel suo cuore. Nessuno sarebbe più al sicuro.
Precisiamo: è stata colpita una nazione che fa la guerra al terzo mondo, che si chiama Gran Bretagna, non Europa.
Non hanno colpito la Francia e questo non è un caso.
Interessanti però i cerchi logici degli anglofili: adesso l'Inghilterra è Europa.
Ma solo poco tempo fa era tutta un'altra cosa: Euro, Maastricht, politica estera. E non è nemmeno una novità: basti pensare gli "europeisti" inglesi degli anni '30 dovettero arruolarsi con Hitler per salvarsi dall'isolamento politico.
Adesso che non gliela fanno più, dato che non gli basta il premier della Bulgaria e della Polonia, sventolano l'effige di Federico II.
Che lenze!
Precisiamo: è stata colpita una nazione che fa la guerra al terzo mondo, che si chiama Gran Bretagna, non Europa.
Non hanno colpito la Francia e questo non è un caso.
Interessanti però i cerchi logici degli anglofili: adesso l'Inghilterra è Europa.
Ma solo poco tempo fa era tutta un'altra cosa: Euro, Maastricht, politica estera. E non è nemmeno una novità: basti pensare gli "europeisti" inglesi degli anni '30 dovettero arruolarsi con Hitler per salvarsi dall'isolamento politico.
Adesso che non gliela fanno più, dato che non gli basta il premier della Bulgaria e della Polonia, sventolano l'effige di Federico II.
Che lenze!
martedì, luglio 05, 2005
Confiteor.
Però Kofi Annan è salito sul palco, a Londra, per ringraziare tutti.
Giustamente il pubblico gli avrebbe potuto rispondere: "di niente".
E' interessante il meccanismo morale: si ammette il peccato, terribile ed universale; ci si confessa, si fa il mea culpa e ci si dà l'assoluzione da soli.
Decisamente più efficente dei soliti tribunali.
Al limite del pensabile infine, addirittura ci si ringrazia a nome delle vittime.
Purchè il ringraziatore sia d'aspetto etnico, l'immagine non fa una grinza.
Giustamente il pubblico gli avrebbe potuto rispondere: "di niente".
E' interessante il meccanismo morale: si ammette il peccato, terribile ed universale; ci si confessa, si fa il mea culpa e ci si dà l'assoluzione da soli.
Decisamente più efficente dei soliti tribunali.
Al limite del pensabile infine, addirittura ci si ringrazia a nome delle vittime.
Purchè il ringraziatore sia d'aspetto etnico, l'immagine non fa una grinza.
Brindo alla sete.
Diceva un tale lord inglese, qualche anno fa: "Gli aiuti consistono nel tassare la povera gente dei paesi ricchi per passare i soldi alla gente ricca dei paesi poveri".
Egli non sapeva ancora delle strepitose evoluzioni della beneficenza del 2000: Non solo i soldi, come trent'anni fa, passano di mano dalla piccola borghesia occidentale ai corrottissimi gerarchi dei paesi poveri; addirittura i poveri bambini africani, un tempo passivi osservatori, oggi vengono reimpiegati in maniera creativa per salvare la carriera di decrepite rock-star.
Buttiamola in politica và, che almeno salviamo la decenza:
Allora, viene cancellato il debito, ma viene lasciato in vita il cappio dell'interesse (e dell'interesse sull'interesse). E' una mossa molto ingenerosa.
E' come tenere in vita un torturato, perchè non smetta di soffrire.
E chi si erge dall'altro lato, con una geniale ricetta politica? Nientedimeno Bob Geldof (il cantante), che ha chiesto a Paul Martin (il premier canadese) di stanziare almeno lo 0,7% del PIL per i paesi poveri.
Il "Toronto Post" gli ha fatto osservare che la cifra, 50 miliardi di Euro, è esattamente la somma che il governo avrebbe in mente di stanziare per la spesa sanitaria.
Ho un'idea: smettiamola di festeggiare, pasteggiare, ballare "a nome" dell'Africa.
O andiamo ad aiutarli, o non se ne parli più.
Grazie, a nome degli Africani.
Egli non sapeva ancora delle strepitose evoluzioni della beneficenza del 2000: Non solo i soldi, come trent'anni fa, passano di mano dalla piccola borghesia occidentale ai corrottissimi gerarchi dei paesi poveri; addirittura i poveri bambini africani, un tempo passivi osservatori, oggi vengono reimpiegati in maniera creativa per salvare la carriera di decrepite rock-star.
Buttiamola in politica và, che almeno salviamo la decenza:
Allora, viene cancellato il debito, ma viene lasciato in vita il cappio dell'interesse (e dell'interesse sull'interesse). E' una mossa molto ingenerosa.
E' come tenere in vita un torturato, perchè non smetta di soffrire.
E chi si erge dall'altro lato, con una geniale ricetta politica? Nientedimeno Bob Geldof (il cantante), che ha chiesto a Paul Martin (il premier canadese) di stanziare almeno lo 0,7% del PIL per i paesi poveri.
Il "Toronto Post" gli ha fatto osservare che la cifra, 50 miliardi di Euro, è esattamente la somma che il governo avrebbe in mente di stanziare per la spesa sanitaria.
Ho un'idea: smettiamola di festeggiare, pasteggiare, ballare "a nome" dell'Africa.
O andiamo ad aiutarli, o non se ne parli più.
Grazie, a nome degli Africani.
mercoledì, giugno 29, 2005
Un disco per l'estate.
Le previsioni meteorologiche estive dei TG sono un paradosso terminologico: quando dicono che peggiora vuol dire che arriva un pò di frescura, quando dicono che migliora vuol dire che arrivano i 40 gradi all'ombra.
Ma perchè allora usano i termini "migliora" e "peggiora"? Non possono dire che farà più o meno caldo, che sarà nuvoloso o che pioverà, e basta? Perchè occuparsi di tracciare un discrimine di valore su una cosa per sua natura tanto amorale come il clima?
Non sarà che i loro modelli di riferimento, gli unici di cui conviene curarsi sono giovani, ricchi e in vacanza?
"Bel tempo di merda!" disse il nonno, stramazzando al suolo.
Ma perchè allora usano i termini "migliora" e "peggiora"? Non possono dire che farà più o meno caldo, che sarà nuvoloso o che pioverà, e basta? Perchè occuparsi di tracciare un discrimine di valore su una cosa per sua natura tanto amorale come il clima?
Non sarà che i loro modelli di riferimento, gli unici di cui conviene curarsi sono giovani, ricchi e in vacanza?
"Bel tempo di merda!" disse il nonno, stramazzando al suolo.
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